Automatic translation into Italian of A Grammar of Modern Indo-European at Indo-European Language Association

1.Lingue indoeuropee | 2.Parole indoeuropee | 3.Sostantivo indoeuropeo | 4.Verbo indoeuropeo | 5.Sintassi indoeuropea | 6.Etimologia indoeuropea

4. Nomi

4.1. Declinazione di nomi

4.1.1. La declinazione è fatta aggiungendo terminazioni a fini di gambo diverse, vocale o la consonante. I vari cambi fonetici nella lingua hanno generato le declinazioni diverse. La maggior parte delle caso-fini, come mostrato in questa grammatica Indoeuropea e Moderna, contenga anche la finale lettera del gambo.

Gli aggettivi sono declinati come nomi generalmente, ed etimologicamente saranno classificati con loro, ma loro hanno delle particolarità di flesso che sarà spiegato più tardi.

4.1.2. Nomi ed aggettivi sono flessi in quattro Declinazioni regolari, distinse dai loro finale fonemi. caratteristica del Gambo., e dall'opposizione di forme diverse in nomi irregolari. Loro sono numerati tradizione Graeco-latina e seguente: Prima o l'un-declinazione, Secondo o l'o-declinazione, terzo o l'i/u-declinazione, quarto o ConsonantDeclension, ed i nomi variabili.

NOTA. L'o-declinazione di Secondor è anche la Declinazione Tematica, contrario al resto. e probabilmente più vecchio nell'evoluzione di Torta flesso nominale., quali formano insieme la Declinazione Atematica.

Decl.

Fine di gambo

Nom.

Genitivo

1.

., ia /. /i. (.)

-Ø

-s

2.

e/o (Tematico)

-s

-os, - l'os (i) o (-.)

3.

i, u e Dittongo

m., f.-s, n.-Ø

-e / ois, - e / ous, - (t) l'ios, - (t) l'uos

4.

Sonants & le consonanti

-S, - Ø

-(e/o) s

(5)

Heteroclites

-Ø, - R

-(e) n

Il Gambo di un nome può essere trovato, se un gambo consono, omettendo la caso-fine; se un gambo vocalico, sostituendo per il caso-finire la vocale di caratteristica.

NOTA. La maggior parte di Indo-europeisti tende a distinguere almeno due tipi notevoli di declinazione, Tematico ed Atematico. Gambi nominali e tematici sono formati con un suffisso - o - (in vocativo - e), ed il gambo non subisce apofonia. I gambi Atematici sono più arcaici, e loro sono classificati ulteriormente dal loro comportamento di apofonia: acro-dinamico, protero-dinamico, hystero-dynamicand holo-dinamico, dopo il posizionamento del primo accento di Torta (dynamis) nel paradigma.

4.1.3. Il seguente è Regole Generali di Declinazione:

a. Il Nominativo singolare per anima fini in - s quando le fini di gambo sono i, u., Dittongo, Occlusivo e Tematico (- l'os) o - Ø in., un, Sonant e s; mentre nel plurale - es è generale, - s per quegli in., e - os per il Tematico uni.

b. L'Accusativo singolare di tutti i che ha caratteri maschili e feminines finisce in - il m; il plurale Accusativo in - i m.

c. Il Vocativo singolare per anima è sempre - Ø, e nel plurale è identico al Nominativo.

d. Il Genitivo singolare è comune ad anima ed inanimates, è formato con - s: - s, - l'es, - l'os. Un'alternativa possibilità molto vecchia è estesa - l'os - (i) o. Il plurale Genitivo è formato in -.m (anche -.m), ed in -.m in un-gambi.

e. Il Devia fine singolare in di solito - i: può essere - i, - ei, -.i - oi, -.ior -.i. Nel plurale, sono due serie di declinazioni, con - il bh - (generale) e - il m - (solamente Gmc. e Sla.), generalmente - il bhi, - il bhis, - il bhios, - il bhos, e (Gmc., Bal.-Sla.) -mis, - il mos, ed anche delle forme in - il si (marchio plurale - s - più marchio obliquo - i), trovò principalmente in dialetti di Graeco-ariano.

f.  Inanimates ha una forma di syncretic per Nom.-Corrente alternata.-Voc. in - Ø in Atematico, o - il m in Tematico. La fine di forme plurale in - un o -..

g. Tutto Anima abbia la stessa forma nel plurale per Nom.-Voc., in - l'es.

4.1.4. I cosiddetti casi Obliqui. contrario al Diritto uni, Nom.-Acc.-Voc., è Genitivo ed il Devia, i.e. Dativo, locativo, strumentale ed ablativo. Comunque, l'Ablativo sembra non essere stato mai indipendente, ma per gambi tematici in delle aree dialettali. Gli altri tre casi erano solo uno caso locale in contesti diversi (quello che noi chiamiamo l'Obliqui) di solito, anche se la Tarda Torta chiaramente mostra un sistema di declinazione Obliquo ed irregolare.

NOTI 1. Ci sono delle tracce. nelle proto-lingue Indoeuropee che mostrano divise casi Obliqui. quello potrebbe indicare un possibile prima la divisione. da un ipotetico cinque-caso-IE II. tra un Dat. ed un Loc.-Ins., e poi un altro, più recente tra Loc. ed Ins (veda Adrados). Lingue come Sanscrito o Avestan mostrano 8 casi, alcuni dialetti Corsivi si presentano a 8 (il cf. Osc. Loc. aasai 'in .r.', o Ins. amnud di cadeis, 'causae di inimicitiae', preiuatud'pr.u.t.', ecc.), mentre latino mostra sei ed una nozione di Locativo di semisystematic; Dialetti slavi e Baltico mostrano sette, show greci e Micenei almeno sei casi, Koiné greco mostra cinque, nel momento in cui dialetti germanici.

NOTI 2. Noi sappiamo che il frazionamento ed unendo processi che hanno colpito il Devia non accada uniformemente fra i gambi diversi, e non accadde alla stessa durata in plurale e singolare. C'erano né perciò, un homogene e sistema di declinazione definito in IE III, né nei dialetti e lingue che hanno seguito. Da lingua a lingua, da gambo per scaturire, differenzia sul numero di casi e la sua formazione sviluppato. In primo luogo il sincretismo oscurò i casi, e da allora in poi il sistema intero crollò: dopo la durata quando i casi si separarono in altri, come in più lingue slave e moderne, un'altra durata venne, quando tutti i casi unirono o furono persi completamente: quindi oggi in lingue romaniche, in germanico come l'inglesi, o in slavo piaccia bulgaro. L'indoeuropeo Moderno ha bisogno di comunque, sistematizzare a dell'estensione questa diversità, basò sul sistema di vecchio fondamentale ed ovvio che di solito dà luogo a paradigmi di 6-caso (normalmente con Dat.-Abl. e Loc.-Ins.) in più forme flesso.

 

Desinenze nominali (sommario)

Singolare

Plurale

NOM.

-S, - Ø, (N. Loro - il m)

m., f. -es, n. -.

ACC.

-m/-m.

m., f. -ms/-m.s; n. -.

VOC.

-Ø

m., f. -es, n. -.

GEN.

-(e/o) s; - (e/o) s (i) o

-.m (componga -.m)

OBL.

-i - (Obl generale. marchio)

-bh-i - (dialettale - m-i -); - s-i il /u

DAT.

-ei

-os di bh (i), (il quadrante. -mos)

LOC.

-i

-su / i

INS.

-e, - il bhi

-bhis, (il quadrante. -mis); -.is (Loro.)

ABL.

-(e/o) s; -.d /-.d/-.d

-os di bh (i), (il quadrante. -mos)

 

4.2. Prima la declinazione

4.2.1. Prima la declinazione

1. Loro sono nomi di solito Animati e finiscono in., ed ia /. /i., ed anche raramente in.,..  Quegli in. è molto comune, generalmente femminile in nomi e sempre in aggettivi. Quegli in ia/./i.are sempre femminile e è usato anche per fare feminines nel Moto aggettivale. Quegli in. e. è solamente femminile in minore parole usate. Quegli in un è etimologicamente identico al plurale di Neutro in Nom.-Acc.-Voc.

Paradigma di un-declinazione

 

Animato

Inanimato

NOM.

-Ø

 

-Ø

 

ACC.

-m

VOC.

-Ø

GEN.

-s

DAT.

-i [< * l'ei]

LOC.

-i

INS.

-Ø, - il bhi (- il mi)

ABL.

-.d (- s)

MIE First la Declinazione corrisponde scioltamente Prima al latino Declinazione (il cf. Lat. rosa, rosae, o puella il puellae), ed alla Declinazione di Alfa greca ed Antica (il cf. Gk. ...., ....., o ...., .....).

NOTA. Il gambo intero sarebbe potuto essere ridotto ad IE un, perché questa è l'origine del sistema di gambo intero di fronte ad IE III, con una fine originale * - (e) il h2.

3. È perciò identico a quelli nomi in r, n, s della quarta Declinazione ma per dei dettagli in vocalism: il Gen. ha un - s e non - es/-os; la differenza tra Nom. e Voc. è quello di -. e - un. La zero-grado del Nom.-Acc.-Voc. in ia/.stems è diverso del Gen. in - i.

4.2.2. Prima declinazione in esempi

1. Nominativo singolare in - Ø; come, ékw.73, cavalla, sén.79, vecchio.

Esempio di ia /. i gambi sono pótni. /pótn.44, signora w.qi. /w.q., lei-lupo il djéwi. /djéw., dea (forse anche Lat. gall.in il più tardi gall.na steso, r.g. in reg.na, ecc.), così come Pres.Parte. feminines, come príjonti. /príjont. "che ama", amico il wésnti. /wésnt. "che guida", conducente, ecc.

Quegli in., quali molto spesso non sono trovati, può presentare bene un - sas; come in bhídh.s latino (Lat. fides, ma anche O.Lat. fidis), la fiducia, spéki.s, specie, ecc.

Nomi in .can anche raramente forme presenti in un; come in Gk. Lesb. Dika.

2. Accusativo Singolare in - il m; come, ékw.m, pótni.m/pótn.m, bhídh.m.

3. Vocativo singolare in - Ø. È normalmente identico al Nominativo, ma al disambiguazione potrebbe accadere con gradi di vocale distinti, i.e. Nom. in -., Voc. in - un.

4. Genitivo Singolare in - s; come, ékw.s, sén.s.

Il tema in ia /. /i. produce un Genitivo Singolare in -.s; come, pótni.s.

5. Dativo-ablativo Singolare in -.i, probabilmente da un Dat originale. -eiending.

C'è anche una forma - ei per temi in. e nei.

6. Locativo in -.i, Strumentale in -., -.-bhi, -.-mi.

 

f. ekw.

f. potnia / potn.

f. speki.-

adj. f. cowij.

NOM.

ékw.

pótni. /pótn.

spéki.s

cowij.

ACC.

ékw.m

pótni.m/pótn.m

spéki.m

cowij.m

VOC.

ékw.

pótni. /pótn.

spéki.

cowij.

GEN.

ékw.s

pótni.s

spéki.s

cowij.s

DAT.

ékw.i

pótni.i

spékiei

cowij.i

LOC.

ékw.i

pótni.i

spékiei

cowij.i

INS.

ékw.

pótni.

spéki.

cowij.

ABL.

ékw.d

pótni.s

spéki.d

cowij.d

 

4.2.3. Il plurale nella prima declinazione

1. La tavola seguente presenta il paradigma plurale dell'un-declinazione.

NOM.

-s [< * - l'es]

ACC.

-m

VOC.

-s

GEN.

-m

DAT.-ABL.

-os di bh (- il mos) (i)

LOC.

-su / i

INS.

-bhis (- mis)

2. Il Plurale di Nominativo-vocativo in - s: ékw.s, néw.s, cowij.s.

Questa forma potrebbe essere confusa evidentemente col Genitivo Singolare. In contesti equivoci noi cambiamo preferibilmente l'accento (ekw.s, ekw.ms, ekw.m).

3. Il Plurale Accusativo in - i m: ékw.ms, néw.ms.

4. Il Plurale Genitivo in - il m: ékw.m, new.m.

5. Il Dativo e Plurale di Ablativo in - il bhos, - il bhios (il quadrante. -mos); come, ékw.bh (i) os, ékw.mos.

6. Il Plurale di Locativo in - il su (anche - il si, - il se); come, ékw.si, ékw.su.

6. Il Plurale Strumentale in - il bhis (il quadrante. -mis); come, ékw.bhis, ékw.mis.

Il Devia abbia anche speciale forma Gk. -.isi, - ais, Lat. -ais; come, Lat. rosis < * il rosais.

 

 

f. ékw.

f. potnia / potn.

NOM.

ékw.s

pótnias/pótn.s

ACC.

ékw.ms

pótniams/pótn.ms

VOC.

ékw.s

pótnias/pótn.s

GEN.

ekw.m

potni.m

DAT.

ékw.bhios

pótniabhios

LOC.

ékw.si

pótniasu

INS.

ékw.bhis

pótniabhis

ABL.

ékw.bhios

pótniabhios

 


 

4.3. Seconda declinazione

4.3.1. Seconda declinazione

1.  Il Gambo di nomi delle Secondo fini di Declinazione in e/o, e loro sono chiamati di solito Tematici. Loro possono essere anima ed inanimates, così come gli aggettivi. Gli inanimates hanno una fine - il m solamente in Nom.-Acc.-Voc. L'anima, con un Nominativo in - s, è generalmente maschile in nomi ed aggettivi, ma ci sono anche nomi femminili ed aggettivi animati in - os, probabilmente resti della vecchia confusione di declinazione.

2. MIE Seconda Declinazione è equivalente alla Seconda Declinazione in latino (il cf. Lat. dominus, domin., o uinum, uin.), ed alla Declinazione di Omicron in greco (il cf. Gk. ....., ....., o ....., .....).

Paradigma di o-declinazione

 

Animato

Inanimato

NOM.

-os

                                                 -om

ACC.

-om

VOC.

-e

GEN.

-os, - l'os (i) o (-.)

DAT.

-.i [< * l'oei]

LOC.

-ei / -oi

INS.

-. /-.

ABL.

-.d /-.d

NOTA. Questo modello sarebbe potuto essere scritto davvero senza la vocale iniziale - o -, dato che l'origine probabile di questa vocale è la vocale di fine di alcuni gambi tematici, mentre altri gambi atematici primitivi furono reinterpretati da allora in poi e questa vocale aggiunta per scaturire da modo di analogia. Quindi, per gambi tematici, come wlqo -, questo paradigma potrebbe essere letto Nom. -s, Acc. -m, Voc. -e, Gen. -s, - il sio, - così, -., e così su.

3. Il Nominativo ed il Genitivo in - os possono essere confusi. Questo può essere risolto solamente con allungamenti, come in Gen. -os-io od os-o.

4.3.2. Seconda declinazione in esempi

1. Nominativo Singolare Animato in - l'os; come in w.qos, lupo, dóm.nos, signore, adj. c.wós, vivo.

2. Accusativo Singolare Animato in - l'om; come in w.qom, dóm.nom, c.wóm.

3. Vocativo Singolare Animato in - e; come in w.qe, dóm.ne, c.wé.

5. Il Nom.-Acc.-Voc. Sg. Inanimato in - l'om; come in jugóm5, scherzo, adj. néwom, nuovo mrwóm, morto.

4. Genitivo Singolare in - l'os, - l'osio, - e / oso (anche -.); come in w.qosio, mrwós, dóm.n.

NOTA. La forma originale - os è raro, come il Genitivo doveva essere distinto dal Nominativo. Accade questo disambiguazione, come già disse, allungando alternativamente la fine o cambiandolo insieme. L'o-declinazione probabilmente è recente in IE III. anche se già accadde in Anatolian. ed ecco perché è omogeneo in più dialetti di IE, senza variazioni in vocalism o accento.

6. Dativo Singolare in -.i, -.: w.q.i, dóm.n.i, néw.i il mrw.

7. Locativo Singolare in - l'oi, - l'ei: w.qoi, dóm.noi, néwoi, mrwói.

8. Strumentale singolare in -.: w.q., c.w., néw., mrw.

9. L'Ablativo Singolare è formato in -.d, e qualche volta in -.d: w.q.d, c.w.d, néw.d.

 

m. wlqo

n. jugo

NOM.

w.qos

jugóm

ACC.

w.qom

jugóm

VOC.

w.qe

jugóm

GEN.

w.qosio

jugós

DAT.

w.q.i

jug.i

LOC.

w.qoi

jugói

INS.

w.q.

brocca.

ABL.

w.q.d

jug.d

 

4.5.3. Il plurale nella seconda declinazione

1. Il sistema Plurale e Tematico è dipinto come di solito segue:

 

Animato

Inanimato

NOM.

-.s [< * - l'oes] (- l'oi)

 

-.

ACC.

-oms

VOC.

-.s (- l'oi)

GEN.

-.m (-.m)

DAT.-ABL.

-os di obh (- l'omos) (i)

LOC.

-oisu / i

INS.

-.is

NOTA. La fine -.s è considerato come di solito dedotto dalla fine plurale - es, i.e. *-o - (s) - l'es > -.s.

2. Il Nominativo-vocativo Plurale Animato in -.s; come, w.q.s, dóm.n.s, w.r.s.

3. Il Plurale Animato ed Accusativo in - l'oms; come, w.qoms, dóm.noms, mrtóms.

4. Il Nom.-Voc.-Acc. Plurale inanimato in -., - un; Come, brocca. / jugá, néwa, mrwá.

5. Il Plurale Genitivo in -.m / -om (e -.m); come, w.q.m, dóm.n.m, ceiw.m, jug.m.

6. Il Plurale di Strumentale-locativo in - ois / -oisi; -.is /-.isi, ed anche, come nelle altre declinazioni, Devia in - il bhis, - il bhos, - il bhios (- mis, - il mos); come, w.q.isi, w.r.is, néwoisu, mrw.is.

 

m. wlqo-

n. jugo-

NOM.

w.q.s

jugá

ACC.

w.q.ms

jugá

VOC.

w.q.s

jugá

GEN.

w.q.m

jug.m

DAT.

w.qobhios

jugóbhios

LOC.

w.q.isi

jugóisu

INS.

w.q.is

jugóis

ABL.

w.qobhios

jugóbhios

 

 

4.4. Terza declinazione

4.4.1. Terzo paradigma di declinazione

1. Terzi nomi di Declinazione finiscono nei, u (anche.) e Dittongo. La fine Nominativa è - s.

2. Questa declinazione corrisponde a nomi latini della terza Declinazione in di solito - i (il cf. Lat. ciuis, ciuis, o le parità il partis), e della quarta Declinazione in - u (il cf. Lat. mais., corn.s, o portus, port.s).

Paradigma di i/u-declinazione

 

Animato

Inanimato

NOM.

-s

 

-Ø

ACC.

-m

VOC.

-Ø

GEN.

-s

DAT.

-ei

LOC.

-Ø, - I

INS.

-. /-. (- il bhi)

ABL.

-s

NOTA. Reduplicazione o combinazione con le fini alternate - i, - ei / -oi e - u, - eu / -ou, era un ricorso comune nei dialetti attestati che hanno distinto Dat. e Loc. in questa declinazione, come in - i-ei, - l'ei-ei, - eu-ei, e così su, distinguere forme simili. Una distinzione comune di Loc. -i, Dat. -ei, fu conosciuto a più dialetti di Tarda Torta, mentre un generale Strumentale in allungò -., -. (da Ins. finendo * - l'e-h1) fu usato comunemente; l'Ablativo, quando appare, mostra la stessa declinazione come il Genitivo.

3. L'anima negli ed u è maschile o femminile (indifferente alla distinzione in aggettivi); quegli in. e., sempre femminile.

4. Il - analizzi indichi Nominativo e Genitivo: la distinzione è fatta attraverso la pieno-grado della vocale di fronte alla declinazione, i.e. Gen. -ei-sfor i, - ou-s per u. ma per quegli in - il ti, - tu (batta a macchina II), v.i.

NOTA. Il Vocativo dell'anima è lo stesso come il Nom.-Acc.-Voc. dell'inanimates. In nomi la differenziazione non è necessaria, perché loro hanno vocali di gambo diverse; in aggettivi, comunque un Vocativo singolare animato - i può essere un omofono con Nom.-Acc.-Voc. neutro singolare - i; come e.g.. m.Voc. albhí, n.Acc. albhí. Questo è, tuttavia, un caso raro nel quale il contesto è abbastanza per disambiguazione generalmente.

4.4.2. Nei, u

1. Nominativo Singolare Animato in - s; come in ówis[149], pecora, nóqtis124 notte, ghóstis26 ospite, s..nus130 il figlio (il cf. anche Gk. sújus), médhus, prato, egnís, fuoco, mánus, mano, adj. sw.dús, dolce ecc.

2. Accusativo Singolare Animato in - il m; come in ówim, nóqtim, ghóstim, s..num, mánum, ecc.

3. Vocativo Singolare Animato in - l'ei o - i, - l'euor - u; come in ówei-ówi, s..neu /s. .nou-s.. nu, qualche volta la stessa forma Nominativa come sistematicamente in latino (il cf. Lat. hostis).

4. Il Nom.-Acc.-Voc. Singolare Inanimato in - i, - u; come in móri, pék.[150], médhu, sw.dú123.

5. Genitivo Singolare in - l'eis (- l'ois) o - (t) l'ios, - l'eus (- l'ous), - (t) l'uos; come in egnéis[151], s..nous, owéis (anche il quadrante. ówios), mánous, pékwos, adj. sw.déus.

6. Dativo Singolare in - (ej) l'ei, - (ew) l'ei, - ou, anche con vocale lunga -.i, -.u, egnéi, nóqtei, owéi, ecc.

7. Locativo Singolare in - (.) i, - (.) u, Strumentale in -., -. o quadrante. -bhi; come s..n (.) u, owí, ow., ecc.

 

Dattilografi io

Batta a macchina II

Neutro

 

m. s.nu-

f. owi-

f. noq-ti-

m. sen.-tu-

n. peku-

n. mori-

NOM.

s..nus

ówis

nóqtis

sen.tus

péku

móri

ACC.

s..num

ówim

nóqtim

sen.tum

péku

móri

VOC.

s..nu

ówi

nóqti

sen.tu

péku

móri

GEN.

s..nous

owéis

nóqtios

sen.tuos

pékeus

mórois

DAT.

s..nou

owéi

nóqtei

sen.tou

pékou

moréi

LOC.

s.nú

owí

noqtí

sen.tu

pekú

morí

INS.

s..n.

ow.

nóqt.

sen.t.

pék.

mór.

ABL.

s..nous

owéis

nóqtios

sen.tuos

pékeus

mórois

 

Il tipo forte

1. Il suo flesso è simile a quello dei, u, ma loro non hanno vocali alternate di fronte alla declinazione, ed il. e. è sostituito prima vocalico da - l'ij, - l'uw. Loro sono femminili sempre, e loro non possono essere inanimates né aggettivi. Loro sono soprattutto radici di Torta, e fondarono principalmente in Indo-iraniano.

 

f. bhr.-[152]

f. dngh.-3

f. swekr.-132

f. dh.-

NOM.

bhr.s

d.gh.s

swekr..s

dh.s

ACC.

bhr.m

d.gh.m

swekr..m

dhíjm

VOC.

bhr.

d.gh.

swekr.

dh.

GEN.

bhruwés

dnghuwós

swekruwés

dhijós

DAT.

bhruwéi

dnghuwóu

swekruwéi

dhijéi

LOC.

bhruwí

dnghuwí

swekruwí

dhijí

INS.

bhr. (bhi)

dngh. (bhi)

swekr. (bhi)

dhij. (bhi)

ABL.

bhruwés

dnghuwós

swekruwés

dhijós

 

4.4.3. In dittongo

1. Ci sono dittongo lunghi .u, .u, .u .i che qualche volta vocali corte e presenti, così come le altre fini senza dittongo, i.e., .,..

NOTA. Gli ultimi probabilmente sono resti di più vecchi dittongo, da IE II. Perciò, anche se dal punto di vista di Tardo proto-Indo-europeo ci sono solamente gambi con varianti .u, .u., ecc, questi inscatolano tutto sia classificato come fini di Dittongo, perché i gambi originali furono formati come dittongo nella storia di lingua. Qualche genere delle irregolarità è solito nelle lingue di oggi, come già era quattro millenni fa.

In zero grado Genitives ci sono forme con - i - o - l'ij - o - u - o - l'uw -, dipendendo dai dittongo.

 

m. c.u-117

m. dj.u-63

NOM.

c.us

dj.us

ACC.

c.m

dj.m/dij.m

VOC.

cóu

djéu

GEN.

cóus

diwós

DAT.

cowéi

diwéi

LOC.

cowí

djéwi / diwí

INS.

.

djé.

ABL.

cóus

diwós

NOTA.  Questi sono dell'IE mette in parole, le formazioni di solito secondarie. specialmente fondò in greco. in - l'eus, - l'euos, come in Av. b.z.us, Braccio, Gk. Basileus che è declinato anche così.

4.4.4. Il plurale nella terza declinazione

1. La tavola seguente dipinge il sistema plurale e generale, comune alla quarta Declinazione.

 

Animato

Inanimato

NOM.

-es

 

-.

ACC.

-m

VOC.

-es

GEN.

-.m (-.m)

DAT.-ABL.

-os di bh (- il mos) (i)

LOC.

-su / i

INS.

-bhis (- mis)

NOTA. Le forme plurali ed inanimate, - un e -., corrisponda ad una più vecchia vocale di gambo di un più primo palcoscenico della lingua, vale a dire * - il h2 e * - eh2, seguendo la Teoria del Laryngeals.

2. Diversamente da nel Singolare nel quale solamente alcuni Nominativi hanno un - s, in Nom.-Voc. Plurale il - s è generale, e c'è sempre una vocale di riparare-grado, e. Quindi, il Singolare-plurale di opposizione in - s / -esis davvero una distinzione di Ø/e. Questa opposizione ha anche qualche volta un altro marchio, la vocale di fronte alla fine (veda § 4.7).

3. Il Nom.-Voc. Plurale Animato è in normalmente - l'es; come in cówes, ówes, s..nes, ecc.

Ci sono forme in - ei-es per gli scaturisce, come in owéjes; in - eu-es per gambi di u, come in s.néwes; in ijes, - l'uwes per.; come in bhrúwes; ecc.

4. Il Plurale Accusativo Animato è in - i m: ówims, s..nums, c.ms /cóums.

NOTA. Alcuni studiosi ricostruiscono per IE III la fine plurale ed accusativa - il ns, perché la maggior parte delle proto-lingue attestate mostrano uno - ns (come delle fini in Sanscrito o germanico) o vocale lunga, qualche volta con - s. La maggior parte di loro ammettono anche un originale, più vecchio - il msform (un accusativo logico singolare - il m - più il marchio plurale - s), ma loro preferiscono ricostruire gli attestarono - ns, suggerendo così (implicitamente) una fase intermedia comune a tutte le proto-lingue, i.e.  IE II * - i m > IE III * - il ns > le proto-lingue - [n] s. Noi non sappiamo se accadesse tale fase intermedia, e se facesse, se fosse comune a tutte le lingue, o se fosse solamente comune a quelle lingue che presentano in delle declinazioni - il ns, e nelle altre declinazioni un'altra fini. Quello che noi sappiamo con della certezza è che la forma - il msexisted, ed almeno dai tempi di IE II, come lo show di dialetti di Anatolian.

5. Nom.-Voc. Acc. Plurale Inanimato in -., - l'a:pékw., mórja, médhw., sw.dwá, ecc.

6. Plurale genitivo Animato in - l'om /-.m (e Gmc. -.m): ówjom, nóqtjom s..nuw .m /s. .nuwom, ców.m, ecc.

NOTA. Il - m dell'Acc. sg. Animi, Nom.-Acc.-Voc. sg. Inanimato e questo caso qualche volta potrebbe essere confuso. È disambiguato col grado vocalico del Genitivo, pieno o allungato come il singolare è Ø sempre.

 

f. owi-

m. s.nu-

f. bhr.-

m. cou-

NOM.

ówes

s..nes

bhrúwes

cówes

ACC.

ówims

s..nums

bhr.ms

cóums

VOC.

ówes

s..nes

bhrúwes

cówes

GEN.

ówjom

s..nuw .m

bhrúw.m

ców.m

DAT.

ówibhios

s..numos

bhr..bhos

cóubhios

LOC.

ówisi

s..nusu

bhr..se

cóusi

INS.

ówibhis

s..numis

bhr..bhis

cóubhis

ABL.

ówibhios

s..numos

bhr..bhos

cóubhios

7. Il Devia è diviso in due gruppi generalmente, in - il bh - (quello di Lat., Gk., IO.-IO., Braccio., e Cel.) ed in - il m - (quello di Gmc. e Bal.-Sla.). C'è, così, - il bhis, - il bhos, - il bhios, - il bhi, e - mis, - il mos; come, s..nubhis, s..nubhos, s..nubhios, s..numis, s..numos.

C'è anche un'altra fine possibile, che in - s-i, - s-u, s-e generalmente il Locativo (in me.-IO. e Bal.-Sla.), ma anche possibilmente Dat generale.-Loc.-Ins. (come in greco); come, s..nusi, s..nusu, s..nuse.

Nel Plurale Obliquo sistema specializzato che è una caratteristica comune di dialetti proto-Balto-slavi e proto-Indo-iraniani, (e, a dell'estensione, di proto-greco e Proto-armeno) lo Strumentale probabilmente fu formato addizione il marchio plurale - lo sto lo Strumentale Singolare della Seconda Declinazione, - il bhi, - il mi. Il Dat.-Abl. fu opposto poi in gambo vocalico allo Strumentale: - il bhosor - il mos contro - il bhis o - mis. Il Locativo fu fatto con un - s che marca il plurale, ed un - iwhich è il Loc. marchio.

NOTA. La sua origine probabilmente è il marchio plurale - s - a che il caso locale che finisce - i è aggiunto. Questa è una fine obliqua e generale nella declinazione tematica.

4.5. Quarta declinazione

4.5.1. Il paradigma

1. Il Gambo di Nomi delle Secondo fini di Declinazione in Consonante o Sonant, i.e. -n, - r, - s, Occlusivo (specialmente - t) e raramente - l, - il m. Il flesso di anima essenzialmente è lo stesso come quello del Secondo o Declinazione Tematica.

2. Nomi della quarta Declinazione in MIE corrispondono a nomi latini di prima Declinazione in - r (il cf. Lat. magister, magistr.), e terza Declinazione in consonante (il cf. Lat. pr.nceps, pr.ncipis, phoen.x, phoen.cis, c.n.men, c.n.minis, ecc.), ed ai greci Antichi declinazione Labiale e Velare (il cf. Gk. ...., ......, o ...., ......).

La fine Nominativa è - s (con Occlusivo, - il m, - l), ma c'è anche un Sg Nominativo. con vocale di gambo pura (desinenza - Ø ed allungò vocale di fine), così che il Vocativo di pieno-grado è reso differente. E non c'è confusione in Nom./Gen., come - lo shas un grado vocalico e diverso (Nom. -s, Gen. -es o - l'os).

Paradigma di consono-declinazione

Occlusivo, - il m, - l

-r, - n, - s

NOM.

-s

-Ø (vocale lunga)

ACC.

-m [il m.]

VOC.

-Ø

-Ø (pieno grado)

GEN.-ABL.

-e / os

DAT.

-ei

LOC.

-i

INS.

-bhi (- il mi)

NOTA. Queste fini Oblique e specializzate probabilmente stavano dividendo già nella Tarda Torta, almeno in una base di dialetto-a-dialetto. Compari Dat Indo-iraniano. -ei, Loc. -i; Dat corsivo. -ei, Loc.-Inst.-Abl. -i; Inst greco. -bhi; in Inst Balto-slavo. -mi, e così su. Non c'è nessun modello originale ed esatto che include ogni dialetto, ma noi possiamo implicare affidabilmente una declinazione Obliqua ed originale - gli nel quale aveva diviso - i (Loc.) e - l'ei (Dat.) già nella Tarda Torta.

3. Inanimates ha gambi di vocale puri con gradi vocalici e diversi. In nomi non dovrebbe essere confusione a tutto, come loro sono parole diverse, ma gli aggettivi di neutro potrebbero essere fraintesi in Nominativo o Vocativo Animi. La distinzione è ottenuta così con vocalism, come in -.n Animato contro. Inanimato - su, -.s Animato contro. Inanimato - l'es (nomi di neutro in - s sono in - l'os).

4.5.2. In Occlusivo, m, l

1. Sg nominativo.Anima in - s; come, d.ms, casa, p.ds37 piede, bh.ghs128 seppellisce, d.nts173, dente.

2. Accusativo Singolare Animato in - il m [il m.]; come, d.mm, p.dm, bh.ghm, d.ntm.

3. Vocativo singolare animato in - Ø; un peccato p.d, bhrgh, d.nt.

4. Il Nom.-Acc.-Voc. Singolare Inanimato in - Ø, col vario vocalisms; come in krd[153]

5. Genitivo Singolare in - es/-os; come in péd (e) s / pedés, dént (e) s / dentés, dém (e) s / demés.

6. Dativo Singolare in - l'ei: pedéi, dontéi, bhrghéi, ecc.

7. Locativo Singolare in - i: pedí / pédi, d.nti, bhrghí, ecc.

 

m. ped-

m. d.nt-

n. krd-

NOM.

p.ds

d.nts

krd

ACC.

p.dm

d.ntm

krd

VOC.

p.d

d.nt

krd

GEN.

pedés

dentós

krdós

DAT.

pedéi

dentéi

krdéi

LOC.

pedí

dentí

krdí

INS.

pedbhí

dentmí

krdbhí

ABL.

pedós

dentós

krdós

 

4.5.3. In r, n, s

1. Nominativo Singolare Animato in - Ø con vocale allungata; come in m.t.r /m.t.r14, madre, kw.n[154], cane, ghés.r la mano (il cf. Hitt. ki..ar, Gk. kheirí), ór.n139, aquila.

Gambi in s, ndher-gen.s, degenerato, gén.s32, ceppo, áus.s69, alba, nébh.s31, nube.

2. Sg accusativo. Animi in - il m; come in m.térm, kwónm, ndheregenésm, áusosm, ghesérm.

3. Vocativo Singolare Animato in - Ø con la piena vocale; come in m.tér, kúon, áusos.

4. Il Nom.-Acc.-Voc. Singolare inanimato in - Ø; come in nómn, génos.

Gli aggettivi in - s hanno il neutro in - l'es: (a) sugenés (il cf. Gk. eugenes, O.Ind. sugana.)

5. Genitivo Singolare in - es/-os; come in m.trés /m.trós (anche m.t.s, pat.s, bhr.trs, ecc.), kunés / kunós, nomnés / nomnós, ornés.

Nomi ed aggettivi in - s hanno un e, non un o, come la finale vocale di gambo: genesés, ausosés.

6. Dativo Singolare in - l'ei, Locativo Singolare in - i: m.térei, m.téri kwónei, ausoséi il ghésri ecc.

8. Strumentale Singolare in - il bhi (dialettale - il mi): m.trbhí, kunbhí, ausosbhí, ecc.

 

m. kwon

f. m.ter

n. genos

n. nomn

adj. m. ndhergenes

NOM.

kw.n

m.t.r

gén.s

nómn

ndhergen.s

ACC.

kwónm

m.térm

gén.s

nómn

ndhergenésm

VOC.

kwon

m.tér

gén.s

nómn

ndhergenés

GEN.

kunés

m.trós

genesós

nomnós

ndhergenéses

DAT.

kunéi

m.tréi

geneséi

nomnéi

ndhergen.sei

LOC.

kwóni / kuní

m.t (é)

genesí

nomní

ndhergen.si

INS.

kunmí

m.trbhí

genesmí

nomnbhí

ndhergen.smi

ABL.

kunós

m.trós

genesós

nomnós

ndhergen.sos

4.5.4. Il plurale nella quarta declinazione

Con un paradigma comune alla terza Declinazione, ecco degli esempi flesso.

 

m. kwon

f. m.ter

n. genos

m. d.nt-

n. nomn-

NOM.

kwónes

m.téres

génesa

d.ntes

n.mna

ACC.

kwónms

m.t.ms

génesa

d.ntms

n.mna

VOC.

kwónes

m.téres

génesa

d.ntes

n.mna

GEN.

kunóm

m.tr.m

genes.m

d.ntóm

n.mnóm

DAT.

kunmós

m.trbhiós

genesbhós

d.ntbhiós

n.mnbhiós

LOC.

kunsú

m.trsú

genessí

d.ntsí

n.mnsí

INS.

kunmí

m.trbhís

genesbhís

d.ntbhís

n.mnbhís

ABL.

kunmós

m.trbhiós

genesbhiós

d.ntbhiós

n.mnbhiós

 

4.6. Nomi variabili

4.6.1. Molti nomi variano in Declinazione, e loro stati chiamati Heteroclites.

Nota. i.e., "nomi di flessi diversi (......, "un altro", ....., flettere")"

4.6.2. Le forme di Heteroclitic sono isolate ed arcaico, dato solamente in Inanimates, come resti di un più vecchio sistema bene attestò in Anatolian.

4.6.3. Loro consistono di una forma per marcare il Nom.-Acc.-Voc, ed un altro per il Devia, come e.g..

a. Opposizione Ø-n: d.rus, drunós54, albero; .s, .sónos, bocca.

b. Opposizione r - (e) n:ágh.r, aghnós60 day;bh.m.r, coscia di nés di bh.m (e) j.qr (t), j.qn (t) ós fegato, wód.r il wodonós (il cf. Ottenuto. wato / watins), úd.r, ós di udn (t) (il cf. Gk. úd.r, údatos), annaffi, ecc.

NOTA. Per bhed (h) di radice di Torta, cf. Slav.bedro, Lat. femore, feminis / femoris; per Torta j.q., cf. Gk. h.par, Lat. iecur, Av. y.kar., per jeq. il cf. Ved. yák.t, e compara il suo Obl. Skr. yakn-ás, Gk. h.pat-os < * h.pn. (t).

4.6.4. TheHeteroclites segue la forma del Genitivo Singolare quando formando il Devia. Quello è così nell'allungamento di fronte a declinazione, vocalism, e nell'accento anche.

4.7. Vocalism di fronte alla Declinazione

4.7.1. La vocale di Predeclensional è che che precede la fine, anche la fine di Ø; i.e., noi diciamo quel Nom. pat.r57 (< più vecchio * il patér-s) ha una vocale di predeclensional lunga; che il patérhas di Vocativo un pieno, e quel pat.s l'ha Ø. Gli altri esempi delle tre possibilità sono p.d, bacello e - il pd -.

NOTA. I cambi vocalici in timbro e grado non sono significativi da soli, loro sono multifunzionali: loro possono avere solamente significato in una specifica declinazione, e non è necessariamente sempre lo stesso. Loro stanno disambiguando così elementi che aiutano a distinguere omofono (i.e., parole che sembrano simili).

4.7.2. Due generi di flesso nominale non hanno vocale alternata: che nei, u, e che dei participi di Riduplica.

4.7.3.  Gambi in r e n hanno due possibilità, ambo con un Nom. sg. in - Ø ed allungò vocale.

1. Nom. con vocale allungata, Acc., Voc. con la piena vocale, e Gen. -Ø. Il timbro può essere ed od o, dipendendo dalle parole.

a. In r, come in Nom. m.t.r (< più vecchio * m.tér-s), Acc. m.térm, Voc. m.tér, Gen. m.trós.

b. In n, in gambi di radice di Torta come in cane: Nom. kw.n/kuw.n (< più vecchio * il kwon-s), Acc. kwónm / kuwónm, Voc. kúon / kúwon, Gen. kunós.

2. Qualche volta, il Genitivo ha un pieno grado come l'Accusativo ed il Vocativo. Questo grado è ridondante, non necessario per il disambiguazione del Genitivo del Nominativo. C'è, come timbri su, diversi ed ed o, qualche volta o in Nom.-Acc.-Voc., ed ed in Gen., qualche volta o in Acc.-Voc.-Gen. ed ed in Obl.

4.7.4. C'è di solito lo stesso vocalism in nomi che finiscono in Occlusivo.

Un'eccezione è fatta negli aggettivi e participi in - nt che presenta vocale lunga nel Nominativo, la piena vocale in Accusativo e Vocativo e zero-gradein il Genitivo; cf. bher.nts/bheróntm/bherntósor bher.nts/bheréntm/bherntós.

NOTA. Ci sono resti di quello che sembra essere un più vecchio vocalism alternato in monosyllabics. Il varianti ped / bacello, neqt / noqt, ecc. suggerisca un originale (i.e. IE II) il paradigma Nom.p.d-s, Acc. p.d-m, Gen. ped-ós. Questo è, di nuovo, quasi sempre irrilevante per indoeuropeo Moderno nel quale ambo le forme alternate possono apparire in vocabolario gelato, o con od o e.

4.7.5. Gambi in s non presentano una zero-grado. Anima, come già disse, opponga un Nominativo di allungare-vocale agli altri casi che hanno la piena vocale, i.e., Nom. -.s, resto - es, Nom. -.s, resto - l'os.

4.7.6. Noi già sappiamo quello che accade con gambi nei, u che ha due modelli generali:

1. Nom. -i-s, Acc. -i-m, Voc. -ei o - i, Gen. -i-os / Nom. -u-s, Acc. -u-m, Voc. -ei o - i, Gen. -u-os

2. Nom. -i-s, Acc. -i-m, Voc. -eu o - u, Gen. -ei-s / Nom. -u-s, Acc. -u-m, Voc. -eu o - u, Gen. -eu-s

NOTA. Questa è un'inversione della situazione normale: il Nom.-Acc.-Voc. ha zero-grado (ma per del Voc.), il Gen. Ø o pieno. La distinzione è ottenuta attraverso forme alternate; come in Voc., in che la fine - ei lo distingue da Neutri in - i; o con cambi di e/o.

4.7.7. Quegli in Dittongo Lungo avvicendano il dittongo (o vocale lunga) con jor w che rappresenta la Ø-grado; come in dj.us63, dj.m, diwós; o n.u-s127, naw-ós. Vocalism di uniforme (i.e., nessun cambio vocalico) è generalizzato, tuttavia.

NOTA. Questi dittongo riflettono un possibilmente la più vecchia situazione, di una quantità positiva vocalica un laringeo (come * - l'eh2) e loro probabilmente sono riferiti a nomi in un, ed anche a quegli in ed ando.

4.7.8. Gambi in. di solito mantenga un vocalism di uniforme: Nom.-Voc. -., Acc. -.m, Gen. -.s. Ma quelli nei. /. può avvicendare Nom.-Voc. -i. /-., Gen. -i.s.

Ci sono anche resti di -. in Voc. (e Nom pari.), così come - ai, cf. Gk. ..... (gunai, un esempio trovato anche in armeno), Gk. ....... (Eur.pai) e le altre forme in - ai in latino (come rosae < - * il rosai), Vecchio indiano e gli altri dialetti di IE. Il -. e -. le fini hanno anche tracce di avvicendare cambi fonetici.

NOTA. In O.Gk. ...... (Eur.p.), ...... (Eur.p.), il Genitivo è Eur.p-ai che dà anche l'aggettivo tematico Eur.pai-ós, da adesso Eur.paiós aggettivale Indoeuropeo e Moderno, Eur.pai., Eur.paióm, e nominalizzò forme (con turno di accento) Eur.páios/Eur.paios, - l'om, -.. In latino questo - l'ai-o - corrisponde a - l'ae-u -, e così Europae-noi, - un, - l'um. Veda anche § 1.7.5.

4.7.9. Finalmente, i gambi di Neutro distinguono il Nom.-Acc.-Voc. forme avendo una vocale di predeclensional, normalmente Ø (la fine è anche Ø, ma per gambi tematici), come noi abbiamo visto in nomi che finiscono nei, u, r n ed Occlusivo; come mádhu, n.mn, krd. Ci sono eccezioni, tuttavia:

1. Nomi con vocale allungata o piena; come, Gk. úd.r61 (da údros, cf. anche O.Ind. áhar)

2. Nomi in s non possono avere - Ø -, loro hanno - o - in nomi, - e - in aggettivi; come in gén.s, corsa; adj. eugen.s, di buona corsa.

3. Finalse / o hanno una vocale di predeclensional di uniforme, normalmente o, più Nom.-Acc.-Voc che finisce - il m.

NOTI 1. Nei casi Obliqui, i neutri sono declinati come l'anima.

NOTI 2. Non ci sono neutri in - un, ma per quelli che divennero nomi plurali e comuni, come e.g.. n. Búbli., Bibbia, illuminato. "i libri", da Gk. búbliom, libro.

4.8. Vocalism nel plurale

4.8.1. Vocalism nel Plurale è lo stesso come nel Singolare generalmente. In Nominativo-vocativo ed Accusativo, i casi diritti, il pieno grado vocalico è generale (c'è nessuno Nominativo con vocale allungata), e nel Genitivo la zero-grado è generale. Ma ci sono anche delle situazioni speciali:

1. Ci sono esempi di piena vocale in Nom.-Voc.; gambi in - l'ei-es e - eu-es (nei, gambi di u); in - l'er-es, - o-es; - l'en-es, - su-es; - l'es-es.

2. Qualche volta, il timbro vocalico varia; come, ákm.n/ákmenes, (acuto) prenda a sassate che dà Lith. akmuö / akmenes, O.C.S. kamy / kamene, e così su.

3. Ci sono anche delle zero-grado; cf Gk. óies.  Anche delle forme analogiche, come Gk. kúnes, Lat. carnes.

4.8.2. La Ø-grado, un'eccezione nel Nom.-Voc., è solito in Plurale Accusativo nei, gambi di u; come in derivatives con forme - i-ns, - l'u-ns.

Come una regola generale, poi il Plurale ha una piena vocale: ákmenes, m.téres, ecc.

4.8.3. I gambi in s di Inanimates nel Nom.-Acc.-Voc. Presente plurale - es-un, - l'es -.: loro seguono il timbro vocalico nel flesso intero, ma per il Nom.-Acc.-Voc. Singolare in - l'os. Il resto è in - Ø.

4.8.4.  Il vocalism generale del Plurale Genitivo è Ø. Ma il pieno grado qualche volta è trovato, anche; come in ákmenom. I gambi più comuni nei quali può essere trovato il pieno grado sono n e qualche volta r; come in m.tr.m che potrebbe essere anche m.tér.m.

Sommare su, il Plurale Nominativo di solito è opposto a Nominativo Singolare, mentre Genitivo ed Accusativo tenda ad assimilare Singolare e Plurale. Quando gli ultimi sono gli stessi, la piena vocale è trovata nell'Accusativo, e Ø nel Genitivo.

4.8.5. Nel Devia, dove c'è una distinzione, la forma è quella del Nominativo Singolare Animato o Nom.-Acc.-Voc. Singolare inanimato; e quando, in alcuno di loro, è una distinzione fra pieno - e Ø-grado, loro prendono gli ultimi. Un esempio di Anima è bacello che dà Nom. p.ds, Gen. pedós, Obl. Podbhís plurale. In Inanimates accade con sstems che ha - os in Nom.-Acc. e - es negli altri casi; come in gén.s, genesí, genesbhós. Ed in Heteroclites che oppone un - n nei casi che non sono Nom.-Acc.-Voc. con r, s o Ø.

La zero-grado nella sillaba di predeclensional è molto comune, se ha il vocalism Genitivo o il pieno; come, kw.n/kunsí. Questa Ø-grado è trovata anche in gambi di r, come in patrós, patrbhiós. E così nei, u, anche scaturisce, in Nom. ed Acc. Sg., mentre e è trovato altrimenti (in Nom. Pl., e qualche volta in Gen. Sg. e Pl.). Il Devia Plurale abbia Ø; come, egníbhios, egnísi, egníbhis; ghóstibhis, ecc.

4.9. Accentui in declinazione

4.9.1. Solo piaccia gradi vocalici, l'accento è usato (normalmente ridondantemente) per opporre i casi Diritti (Nom.-Acc.-Voc.) all'Obliquo uni.

NOTA. Questo è uno del peggiore ricostruì parti di proto-Indo-europeo, come ogni lingua ha sviluppato il suo proprio sistema di accento. Sanscrito solamente Vedico, greco e dialetti Balto-slavi sembrano avere trattenuto più o meno il sistema di accento più grande, ed anche questi hanno subito sistematizzazione diversi che ancora oscurano più la situazione originale in proto-Indo-europeo

4.9.2. In monosyllabics, il sistema alternato chiaramente è osservato:

Nom. p.ds, Acc. p.dm, Gen. pedés.

Nom. kw.n, Acc. kwónm, Gen. kunós.

4.9.3. C'è in polysyllabics, e.g.. dhúg (a) t.r131, trós di dhug (a), ecc., ma anche bhr.ter, bhr.trs (il cf. Skr. bhartu., O.N. bróðor), o m.t.s (il cf. O.Ind. matúr), pat.s (il cf. Ottenuto. fadrs), e così su.

1. Gambi nei, u, probabilmente aveva un accento di radice in Nom.-Acc., ed un Genitivo con accento su declinazione, come nel resto di esempi.

2. Quegli in. non è ricostruito chiaramente, perciò il sistema alternato è mantenuto.

3. Il Vocativo potrebbe essere distinto con l'accento. La regola generale, osservata in Skr., Gk. ed O.Sla., è che è atono, ma per l'inizio di una frase; in questo caso, l'accento va nella prima sillaba, renderlo differente dal Nominativo con accento su declinazione.

NOTA. L'accento nel Vocativo è riferito anche all'intonazione della frase.

4.9.4. Nel sistema Plurale nessun modello di accento generale può essere trovato. Ogni dialetto Indoeuropeo sviluppò il suo proprio sistema per distinguere gli omofono in Singolare e Plurale. Nel Devia, comunque, l'accento è quello del Genitivo, quando è opposto al Nom.-Acc; come in patrbhiós, m.trbhís, ecc.

NOTA. La così-calledqetwóres-regola era stata osservata dai più primi studiosi, ma ha attirato solamente recentemente attenzione. È una legge di suono di accento di Torta, affermando che in una parola di tre sillaba é-o-X l'accento sarà traslocato al penultimo, e-ó-X. Gli esempi includono qetwóres < qétwores, quattro accusativi singolari di r-gambi (il cf. swesórm < lo swésorm, sorella), di r / n-heteroclitica (il cf. ghesórm < il ghésorm, mano), di s-gambi (il cf. IE * il h2ausósm < * il h2éusosm, alba). Questa regola è alimentata da un finto più presto legge di suono che cambia * l'eto IE o dopo una sillaba accentuata, i.e. qetwóres < il qétwores < * il qétweres. Rix (1988) invoca questa regola per spiegare perché nella Torta Perfezioni la radice di o-grado è accentuata, e.g.. Gegón - / il gégn- < il gégen - / il gégn, creò, procreò.

4.10. Parole composte

4.10.1.Nominal Compositum o la composizione nominale è il processo di mettere insieme due o più parole per formare un'altra parola. La parola nuova, chiamò una Parola Composta, è o un Nome o un Aggettivo, e non ha necessariamente lo stesso significato come le sue parti.

4.10.2. Il secondo termine di una Parola Composta può essere

un) un Nome (Gk. akró-polis, "città alta la cittadella")

b) un Aggettivo (Gk. theo-eíkelos, "simile ai dei") o

c) un Nome adattò al flesso aggettivale (Gk. arguró-tozos, "arco di argento")

NOTA. Qualche volta un suffisso è aggiunto (il cf. Gk. en-neá-boios, "di nove vacche"), ed il Nome Composto può avere un genere diverso che il secondo termine (il cf. Lat. triuium, strade oblique" da tr.s ed uia).

4.10.3. Il primo termine è un Gambo Puro, senza distinzione di classe di parola, genere o numero. Può essere un Avverbio, un Numerale (Gk. trí-llistos, "supplicò tre volte", polú-llistos "molto supplicato") o un Pronome (il cf. O.Ind. tatpuru.a "che equipaggia"), così come un gambo Nominale-verbale con Nominale (Gk. andra-phónos "che uccide un uomo"), Adjetival (Gk. akró-polis), o funzione Verbale (Gk. arkhé-kakos "che comincia il cattivo"), ed anche un Aggettivo corretto (Gk. polú-tropos, "di molte risorse").

4.10.4. Di solito, il primo termine ha zero-grado, cf. O.Ind. .r-hán, Gk. polú-tropos, Lat. aui - (berretti), ecc. Eccezioni comuni sono gambi in - e / os, come Gk. sakés-palos "che scuote lo scudo" (Gk. sákos, "scudo"), e dei suffissi nei quali sono sostituiti da un allungamento - i, cf. Gk. kudi-áneira "che glorifica uomini" (Gk. kudrós), Av. b.r.zi-.axra-, "di ruote alte" (Av. b.r.zant-).

In gambi Tematici, comunque il tematico - e/o appare sempre, come un Nome di oif o Aggettivo (Gk. akró-polis), come un e se Verbo (Gk. arkhé-kakos).

4.10.5. Il primo termine definisce il secondo di solito, il contrario è raro; i tipi Composti e principali sono:

A. Formato da Verbi, cf. O.Ind. .r-hán, Gk. andra-phónos (Gk. andro - è più nuovo) Lat. auceps, O.Sla. medv-.d., "miele-mangiatore", nasca, ed anche col secondo termine che definisce il primo, come Gk. arkhé-kakos.

B. Determiners nominale (prima il termine definisce il secondo), con primo termine Nome (il cf. Gk. m.tro-pát.r, il padre" di "madre, goto. þiudan-gardi, "regno"), Adective (il cf. Gk. akró-polis, O.Sla. dobro-dio., il "buon tempo", O.Ir. trovare-airgit, "pianta bianca", Lat. angi-portus, passaggio stretto"), o Numerale (il cf. Lat. tri-uium, da uia Gk. ámaza, "cornice di carro" da áz.n).

C. Determiners aggettivale (tatpuru.a- per grammatichi indiani), con primo termine Nome (il cf. Gk. theo-eíkelos, goto. gasti-dio "buono per gli ospiti"), Avverbio (il cf. O.Ind. ájñ.tas, Gk. ágnotos, "ignoto" phroudos "che è in viaggio" da pró ed odós).

D. Possessivo Combina (bahu-vrihi - "che ha molto riso" per grammatichi indiani), come in Eng. a piedi nudi", con (chi va) piedi nudi", col primo termine Nome (il cf. Gk. arguró-tozos, O.Sla. .r .no-vlad., "di capelli neri"), Aggettivale (il cf. Lat. magn-animosità, "di grande spirito"), Avverbio (il cf. O.Ind. durman.s, GK. dus-men.s, "cattivo").

L'accento potrebbe distinguere anche il Determiners dal Possessives, come in O.Ind. r.ja-putrás, il figlio" di "un re, da O.Ind. rajá-putras "che ha un figlio come re, il padre" di re.

 


5. Aggettivi

5.1. Flesso di aggettivi

5.1.1. In IE III, il nome potrebbe essere determinato in tre modi diversi: con un altro nome, come in "muro di pietra"; con un nome in Genitivo, come nella casa" di "il padre; o con un aggettivo, come in "amore paterno." Questi sono del tutto possibili in MIE anche, ma l'aggettivo corrisponde al terzo modo, i.e., a quel genere di parole. possibilmente dedusse da più vecchio Genitives. quello è declinato per farlo essere d'accordo in caso, genere e numero col nome che loro definiscono.

5.1.2. L'aggettivo è dai più vecchi palcoscenici come un nome, ed addirittura oggi lingue Indoeuropee hanno la possibilità di creare un nome (come inglese) un aggettivo, o un nome un aggettivo (prenda a sassate muro). Delle parole sono come bene inoltre, nomi ed aggettivi: w.s.n79, maschio, uomo può essere il soggetto di un verbo (i.e., un nome), e può determinare un nome.

La maggior parte dei gambi sono davvero indifferenti all'opposizione nome / aggettivale, ed anche la maggior parte dei suffissi. Anche, il loro flesso è comune e le differenze sono normalmente secondarie. Questa è la ragione perché noi già abbiamo studiato le declinazioni aggettivali; loro sono gli stessi come il nome.

5.1.3. Fin dalla lingua di IE più grande erano comunque, nomi diversi da aggettivi, come w.qos o p.ds ed aggettivi diverso da nomi, come rudhrós61 solwós, ecc. I nomi potevano, a turno, sia usato come aggettivi, e gli aggettivi siano nominalizzati.

NOTA. C'era già in IE II dei trend di specializzazione aggettivale, con l'uso di suffissi vocalism, accento e qualche volta flesso che cambiò un nome ad un aggettivo e viceversa.

5.2. Il moto

5.2.1. In concordanza col loro uso, gli aggettivi distinguono genere da forme diverse nella stessa parola, e sono d'accordo coi nomi che loro definiscono in genere, numero e caso. Questo è il Moto dell'Aggettivo.

5.2.2. Noi vedemmo in § 3.4. che ci sono dei casi rari di Moto nel nome. Qualche volta l'opposizione è fatta tra nomi, e questo sembra essere la più vecchia situazione; come, pat.r-m.t.r, bhr.t.r-swés.r.

Ma un aggettivo distingue tra che ha caratteri maschili, femminile e neutro, o almeno tra animato e neutro (o inanimato). Questa opposizione è di due generi diversi:

a. Anima è opposto ad Inanimates da declinazione, vocalism ed accento; come, - os / -om, - is/-i, - nts/-nt, -.s /-es.

b. Il che ha caratteri maschili è opposto al femminile, quando accade, dalla vocale di gambo; come, - l'os /-., - nts / -ntia (o - il nt.), - noi / il -u.

Il sistema generale può essere dipinto così:

 

Anima

Inanimates

 

Maskuline

Femminile

Neutro

1.

-os

-.

-om

2.

-è

-è

-i

3.

-nts

-nti./-nt.

-nt

4.

-.s

-.s

-es

5.

-noi

-u.

-u

NOTA. L'opposizione maschile-femminile possibilmente è nuova alla Tarda Torta, IE II .as i dialetti di Anatolian mostrano. probabilmente aveva solamente un'opposizione Animato-inanimata. L'esistenza di qualche genere di aggettivi è molto importante per una comunicazione facile come, per esempio, gli aggettivi in -. è solamente femminile (diversamente da nomi che possono essere anche maschili). Un ostem seguito da un - s in Nom. Sg. è animato o maschile, mai femminile solamente, mentre c'è ancora rimane di nomi femminili in - l'os.

5.2.3. Compari gli esempi seguenti:

1. Per i cosiddetti aggettivi tematici, in - il ós, -., - óm, cf. kaikós, -., - il óm, cieco (il cf. Lat. caecus, Gk. ......, un vento di nord), akrós, -., - il óm, si inacerbisca, newós, -., - om, nuovo il rudhrós, -., - om, rosso il koilós, -., - il óm, vuoto (il cf. Gk. ......, forse anche Lat. caelus, caelum), elnghrós, -., - il óm, luce (il cf. Gk. .......), ecc.

2. Per aggettivi in - il ús, - u., - ú, cf. sw.dús, - u., - ú, dolce il mreghús, - u., - ú, breve, lchús - u., - ú, luce, tnús - u., - ú, allungato il mldús, - u., - ú, molle .kús, - u., - ú, rapido. Gli altri esempi comuni includono .sús, bene bhanghús, denso gherús, piccolo, cattivo ús di macchina (.w), cattivo dalkús, dolce dansús, denso dhanghús, rapido laghús, luce maldús, molle pnghús, spesso tegús, grasso, denso tanghús, grasso, obeso udhús, rapido, immediato ecc.

5.3. Specializzazione aggettivale

5.3.1. La specializzazione di aggettivi da nomi non è assoluta, ma una domanda di grado, come e.g..

1. Gambi in - i nt sono aggettivi di solito, ma loro furono assimilati anche al sistema di verbo e sono divenuti (Presente) Participi.

2. Parole in - ter sono nomi, e gli aggettivi sono dedotti in di solito - il triósand altri.

3. Nomi in - ti hanno aggettivi in - tikós che di solito ha un significato etnico.

4. Qualche volta la distinzione è fatta con vocali alternate: neutri in - om ed aggettivi in -.s, - l'és.

L'accento normalmente è usato per distinguere nomi tematici in - os con adj. in - il ós (principalmente - il tós, - il nós).

NOTA. Ci sono qualche volta processi secondari che spostano l'accento da un aggettivo per creare un nome; cf. Gk. leukós, "bianco", léukos, "macchia bianca." Queste correlazioni nome-aggettivale spesso fu creato, ma da del punto la derivazione di aggettivi fu fatta avanti con suffissi piaccia - il ment (- l'uent), - il jo, - a, - no, - iko, ecc. Ci sono comunque, resti abbondanti della vecchia identità tra nome ed aggettivo in IE III e perciò in indoeuropeo Moderno. Un esempio del turno di accento è quello di Eur.p-ai-o- che come un aggettivo è Eur.paiós, Eur.pai., Eur.paióm, come un nome l'accento è spostato verso la radice.

5.4. Paragone di aggettivi

5.4.1. In indoeuropeo Moderno, come in inglesi, sono tre gradi di paragone: il Positivo, il Comparato ed il Superlativo.

NOTA. Non c'erano gradi nei dialetti di Anatolian, e perciò probabilmente né in Torta Media. È perciò un'innovazione di IE III, più lontano sviluppò da ogni dialetto dopo le grandi migrazioni di IE.

5.4.2. Il Comparato è formato aggiungendo generalmente - l'ió - che ha varianti - l'ijó - e - l'ison; come in sen-iós (Lat. senior), più vecchio, meg-iós, più grande (il cf. "maggiore"), ecc.

5.4.3. Lo stesso suffisso è la base per il Superlativo - l'istó - (da - essere-a -); come in mreghwistós, più breve, newistós, più nuovo ecc.

Gli altri suffissi di Superlativo dialettali includono: O.Ind. e Gk. -tero -, Gk. -tm-a - (Gk. tato, cf. O.Sla., O.Ind. *pr.jótm.os) O.Ind. -tmo -, Ita. e Cel. -mo -, - lo smo -, - il tmo -, e steso - essere-smo -, - uper-mo -, Lat. summus < il súp-mos; Skr. ádhamas, Lat. infimus < .dh-mos; lat. maximus < mág-s-mos; lat. intimus (il cf. intus) < én- / n-t-mos, intimo. Questi sono tutti i derivatives del suffisso - mós, i.e., [il mos] o [m.os]. Il suffisso è anche presente negli altri aggettivi, ma prese il grado Superlativo di solito.

5.4.4. È interessante per indicare che ambo i suffissi, - l'io - (anche - il tero -) e - essere-a -, probabilmente aveva un significato nominale ed originale. Così, gli allungamenti in - l'ioshad un significato; come in latino, dove junióses e senióseswere usato per gruppi di età; o quegli in - il teros, come m.térter., zia sul lato della madre, ekw.teros, mulo.

NOTI 1. Probabilmente forme come junióses non sono le più comuni di IE, anche se davvero attestò in dialetti diversi; suffissi davvero aggettivali - l'iós, - istós sono aggiunti alla radice (in e-grado) senza i suffissi iniziali, mentre - il teros e - tmós sono aggiunti coi suffissi. Compari e.g.. O.Ir. sír, cp. sía < s.iós, 'il longus, longior'; lán (pl.nus cf. lín 'il numerus'), cp. lia < pl.iós (ploios di Lat, Gk. pléos); cf. Lat. ploirume, zero-grado Lat. maios, O.Ir. mía. Per júwenes noi troviamo quindi, Umb. cp. jovie < * jowi.-s, O.Ir. óac 'l'iuuenis', óa 'l'iunior'; óam 'l'iuuenissimus', O.Ind. yu.va (n) - (y..nah.), cp. ya.v.yas-, sup. ya.vis.t.a-h.

NOTI 2. In latino (e germanico), come già disse, l'intervocalico - s - è espresso, e poi è pronunciato come la consonante trillata, cosa è conosciuto col nome di rhotacism. Da adesso Lat. andseniores di iuniores.

5.5. Numerali

5.5.1. La classificazione di numerali

Numerali Indoeuropei e moderni possono essere classificati come segue:

IO. Aggettivi di numerale:

1. Numeri cardinali, rispondendo alla domanda quanti? come, óinos, one;dwo, due, ecc.

2. Numeri ordinali, gli aggettivi dedussero (in più casi) dal Cardinals, e rispondendo alla domanda che in ordine? come, pr..wos, prima; álteros, secondo, ecc.

3. Numerali distributivi, rispondendo alla domanda quanti ad una durata? come, sémni, uno ad una durata; dwíni (anche il dwísnoi), due entro due, ecc.

II. Avverbi di numerale, rispondendo alla domanda come spesso?come, smís, una volta; dwis, due volte ecc.

5.5.2. Cardinals ed Ordinals

 1. Queste due serie sono come segue, da uno a dieci: [155]

 

Cardinale

Eng.

Ordinale

Eng.

1.

óinos, óin., óinom

uno

pr..wós

prima

2.

dwó, dw., dwói

due

alterós (dwoterós)

secondo

3.

tréjes, tresrés / trisóres, tr.

tre

triós, ós di trit (i)

terzo

4.

qétwor (qetwóres, qetwesóres, qetw.r)

quattro

qturós, qetwrtós

quarto

5.

pénqe

cinque

pnqós, penqtós

quinto

6.

s (w) eks (weks)

sei

(*suksós), sekstós

sesto

7.

séptm / sept.

sette

septmós

settimo

8.

ókt. (u)

otto

okt.wós

ottavo

9.

 néwn

nove

nownós, neuntós

nono

10.

dékm / dek.

dieci

dekmós, dekmtós

decimo

NOTA. Gli Ordinals sono formati per mezzo del suffisso tematico - o che provoca la sillaba che viene di fronte alla fine ad avere zero grado. Questa è la più vecchia forma che è combinata con un suffisso più nuovo - a. Per sette ed otto non è grado del zero, dovuto probabilmente alle loro vecchie radici.

2. Le forme da undici a diciannove furono formate da copulativo di solito combina con l'unità più - dekm, dieci. [156] da adesso usi Indoeuropei e Moderni il sistema seguente:

 

 

Cardinale

Ordinale

11.

óindekm

ós di oindekm (t)

12.

dwódekm

ós di dwodekm (t)

13.

trídekm

ós di tridekm (t)

14.

qetw.dekm

ós di qeturdekm (t)

15.

penqédekm

ós di penqedekm (t)

16.

séksdekm

ós di seksdekm (t)

17.

sept.dekm

ós di septmdekm (t)

18.

okt.dekm

okt.dekm (t) ós

19.

new.dekm

ós di newndekm (t)

3. I tens furono formati con le unità con normalmente allungò vocale / sonant ed un generale - kmt./-komt (a)[157], "gruppo di dieci", anche se alcune differenze dialettali esisterono. [158] 

 

Cardinale

Ordinale

20.

(d) w.k.t.

(d) w.kmt (m) ós

30.

tr.kómt (.)

tr.komtós

40.

qetwr..kómt (.)

qetwr..komtós

50.

penq.kómt (.)

penq.komtós

60.

s (w) ekskómt (.)

sekskomtós

70.

sept.kómt (.)

sept.komtós

80.

okt.kómt (.)

okt.komtós

90.

newnkómt (.)

newnkomtós

100.

(sm) il kmtóm

ós di kmtom (t)

1000.

túsnt., (sm) ghéslo-

tusntitós

4. I centinaia sono fatti come combina di due numerali, come il tens ma senza vocale allungata. I migliaia sono fatti dei numerali più il túsnt indeclinabile.:

 

Cardinale

Ordinale

200.

dwok.t.

dwokmtós

300.

trik.t.

trikmtós

400.

qetwrk.t.

qetwrkmtós

500.

penqek.t.

penqekmtós

600.

seksk.t.

sekskmtós

700.

septmk.t.

septmkmtós

800.

okt.k.t.

okt.kmtós

900.

newnk.tom

newnkmtós

2000.

dwo / dwéi / dw. il túsnt.

tusntitói di dwo, dwéi tusntit.s, dw. il tusntitóm

3000.

tréjes / trisóres / tr. il túsnt.

tusntitói di tréjes, trisóres tusntit.s, tr. il tusntitóm

NOTI 1. Questi MIE cardinals non declinati sono equivalenti a più forme europee; come, per duecento, Lat. quingenti, Gk. .........., ed anche Eng. cinquecento, Ger. fünfhundert, Russ. ......., Pol.pi..set, gergo di pum gallese, Bert. pemp-kant. Forme flesse, come Da dialettale Indoeuropeo e moderno. hundrede di fem, Fr. centesimi di cinq, Esso. cinquecento, Terme. quinientos, Pt. quinhentos, Sr.-Cr. petsto (f. accarezzi stotina), ecc. è andato via per l'ordinals in questo sistema Indoeuropeo e Moderno.

NOTI 2. In germanico i centinaia sono combina fatto di un effettivo "cento", MIE k.t (m) - radhom, Gmc. khund (a) - ratham, v.s., ma noi abbiamo scelto questo. per noi più diritto. forma europea, trovò in Corsivo, Balto-slavo e greco.

5. I numerali composti sono fatti con le unità nel secondo luogo, di solito seguì dal copulativo - il qe:

f. (d) w.k.t. il óin. (- il qe), venti (e) uno; m. qétwor di trikómta (- il qe), trenta (e) quattro; ecc.

NOTA. Forme alternative con l'unità nel primo luogo sono anche possibili in indoeuropeo Moderno, anche se la maggior parte di lingue europee e moderne pressocché pensa numerica combina con le unità alla fine. Infatti, tale minore formazione usata possibilmente è la più arcaica, forse la forma di Torta originale. Compari e.g.. per "ventuno" (il m.):

MIE (d) w.k.t. óinos (- il qe), come Eng. ventuno, Swe. tjugoett, Nor.tjueen, Ghiaccio. einn di og di tuttugu, Lat. unus di uiginti (come moderno romanico, cf. Fr. vingt-et-non, Esso ventuno, Terme. veintiuno, Pt. vinte ed um, Rom. dou.zeci .i unu), Gk. ........, Ltv. viens di divdesmit, Russ. ........ ...., Pol. dwadzie.cia jeden, ecc.

Per óinos (d) w.k.t.qe, forse la forma più grande comparano Gmc. (come Ger. einundzwanzig, Du. eenentwintig, Fris. ienentweintich, Da. enogtyve), e Lat. uiginti di et di unus, Skr. ékavi..ati, Bert. unan-avvertire-ugent, ecc.

6. In combina noi troviamo:

sm -, uno -; du - (o dw - seguì da vocale), dwi -, due -; tri -, tre -; q (e) tur -, quattro-

5.5.3. Declinazione di Cardinals ed Ordinals

Del Cardinals solamente óinos, dwo, tréjes (e dialetticamente il qétwor) così come (sm) il gheslós, è declinabile.

a. La declinazione di óinos, -., - om ha il significato di stesso spesso o solamente. Il plurale è usato in questo senso; ma anche, come un semplice numerale, essere d'accordo con un nome plurale di significato singolare. Il plurale accade anche in frasi come alterói-qe di óinoi, una festa e l'altro (gli uni e gli altri).

b. La declinazione di sem - (ed o-grado s.m-), uno, è come segue:

     Sem di torta - / som-, uno

NOM.

sems

s.ms

ACC.

sémm

s.mm

GEN.

smós

somós

D.-A.

sméi

soméi

L.-IO.

smí, sémi

somí/s.mi

c. Dwo, due, e tréjes, tre, è declinato così:

 

dwo

trejes

 

m.

n.

f.

m.

f.

n.

NOM.

dwo

dwói

dw.

tréjes

tr.

ACC.

dwom

dwói

dw.m

assetti

tr.

GEN.

dwósio

dwés.s

tríjom

D.-A.

dwósmei

dwési.i (> * - l'ei)

tríbhios

LOC.

dwósmi

dwési.i

trísu

INS.

dwósm.

dwési.

tríbhis

NOTE.ámbho, ambo è declinato come dwo qualche volta, come in latino.

d. Túsnt., milli, funzioni come un aggettivo indeclinabile:

túsnt. módois, in milli modi. kom túsnt.w.r.is, con milli uomini

e. Gli ordinals sono aggettivi delle quarto e terze Declinazioni, e sono declinati regolarmente.

6.3.2. Cardinals ed Ordinals hanno gli usi seguenti:

a. In numeri sotto 100, se le unità precedono tens, il numero è scritto come una parola generalmente; come in f. dw. (d) w.k.t.qe, venti uno; altrimenti è separato: (d) w.k.t. il dw. (- il qe).

b. In numeri sopra di 100 la denominazione più alta generalmente sta in piedi prima, il prossimo secondo, ecc., come in inglesi; come, 1764, túsnt. septmk.t. qétwor di sekskómta (- il qe), o túsnt. septmk.t.qétworsekskómtqe.

NOTA. Osservi le combinazioni seguenti di numerali con substantives:

w.k.t. il óinos (- il qe) w.r.s, o w.k.t. w.r.sóinosqe, 21 uomini.

dwotúsnti penqek.t. il trídekm cén.s ,2513 donne.

c. La lingua proto-Indo-europea non aveva parole speciali per milioni, miliardi, bilioni, ecc., e questi numeri furono espressi da moltiplicazione. In indoeuropeo Moderno loro sono formati con IE prestito comune da s.ghésl Corsivo. (il cf. Ita. *(s) mígh.l. > O.Lat. m.h.l. > Lat. mille), un derivativo di sm+ghéslos che vuole dire "milli"; come, smghésli.n, milioni, dwighésli.n, miliardi, trighésli.n, bilioni, ecc. Per il parola milliard, milli milioni, smghesliárdos possono essere usati anche.

d. Le frazioni sono espresse, come in inglesi, da cardinals nel numeratore ed ordinals nel denominatore. Il genere femminile è usato per essere d'accordo con pártis, divida, espresse (con aggettivo) o capì (nominalizzato): due-settimo, dw. séptm.i (o dw. séptm.i pártes); tre-ottavo, tréjes októw.i (o tréjes oktow.i pártes).

La metà è (dwi) medhj. pártis o (dwi) médhjom.

NOTA. Quando il numeratore è uno, può essere omesso e pártismust sia espresso poi: un terzo, trit.pártis; un quarto, qetwrt.pártis.

5.5.4. Distributives

1. Numerali distributivi sono formati con le forme di zero-grado ed il suffisso di solito - il ni.

NOTA. Questi rispondono al qóteni interrogativo?, quanti di ognuno? o quanti ad una durata?

1.

sémni, uno alla volta

20.

(d) wik.t.ni

2.

ni di dwí, due entro due

21.

(d) wik.t.ni sémni-qe, ecc.

3.

ni di trí, tre entro tre

30.

tr.k.tni

4.

qtúrni

40.

qetwrk.tni

5.

pnqéni

50.

penqek.tni

6.

ni di sék (più vecchio * il suksni)

60.

seksk.tni

7.

sept.ni

70.

septmk.tni

8.

okt.ni

80.

okt.k.tni

9.

néwnni

90.

newnk.tni

10.

dékmni

100.

kmt.ni

11.

dékmni di sémni

200.

dukmt.ni

12.

dékmni di dwíni

1.000

túsnt.ni

13.

dékmni di tríni

2.000

dwíni túsnt.ni

14.

dékmni di qtúrni, ecc.

10.000

dékmni túsnt.ni

NOTI 1. La parola per "uno alla volta" può essere anche sémgoli, uno, individuale separa, come Lat. singuli, da semgolós, da solo singolo, formò con suffissò sem-andare-ecco -, anche se quel Lat. -g - generalmente si crede che sia, un più tardi somma, i.e.  MIE sémoli corretto, da sem-o-lós.

NOTI 2. Trísni suffissato, tre ognuno, è trovato in Lat. tr.ni, Skr. tr... i, dando trísnos derivativo, trino, come Lat. trinus, così come il trísnit., trinità.

2. Distributives è usato principalmente per ciascuno nel senso di così molti o su ogni lato, ed anche in moltiplicazioni.

5.5.5. Avverbi di numerale

Gli Avverbi di Numerale rispondono alla domanda quante volte? come spesso?, e è formato coi di solito e qualche volta un allungamento in - s.

1.

smís, una volta

20.

(d) w.k.t.s

2.

dwis, due volte

21.

(d) w.k.t. s.is-qe, ecc.

3.

tris, tre volte

30.

tr.kómti

4.

qéturs, qétrus

40.

qetwrkómti

5.

pénqei

50.

penqekómti

6.

sék i

60.

sekskómti

7.

séptmi

70.

septmkómti

8:

ókt.i

80.

okt.kómti

9.

néwni

90.

newnkómti

10.

dékmi

100.

kmtómi

11.

óindekmi

200.

dukmtómi

12.

dwódekmi

1.000

túsnt.s

13.

trídekmi

2.000

dwis túsnt.s

14.

qetúrdekmi, ecc.

10.000

dékmi túsnt.s

 

5.5.6. Altri numerali

1. Gli aggettivi seguenti stati chiamati Multiplicatives, formò in Torta con suffisso comune - l'io, ed anche dialetticamente in composto con pel di radice di Torta[159], come greco e zero-grado latina suffissate con - il plos, o pieno-grado germanica composto con - póltos, piega:

semiós, olós di sem (g), singolo oinikós, unico; dwoiós, dwiplós / duplós, sosia, dwopóltos, duplice; treijós, triplós triplicano; trejespóltos, triplo; qetworiós, qeturplós, quadruplo qetworpóltos, quadruplice ecc.; mltiplós, mltipléks, multiplo, monoghopóltos[160], moltiplichi, ecc.

NOTA. Per óinikos qualsiasi, chiunque, unico compara Gmc. ainagas (il cf. O.S.enig, O.N. einigr, O.E. ænig, O.Fris. enich, O.H.G. einag, Du. enig, Eng. alcuno, Ger. einig), Lat. unicus. Compari anche O.Ir. óen in Sco. aon, da óinos come il gallese non.


 

2. Gli altri numerali soliti (dal latino) sono fatti come segue:

a. Temporals: dwimós, trimós, di due o età di tre anni; dwiátnis, triátnis, durando due o tre anni (da átnos62); dwiménstris, triménstris, di due o tre mesi (da m.ns61); dwiátniom, un periodo di due anni, come Lat. biennio, s.gheslátniom, millenium.

b. Partitivi: dwisn.sios, trisn.sios di due o tre parti (il cf. Eng. binario).

c. Gli altri possibili derivatives sono: óini.n, unità, unione; dwísni.n, i due (di dadi); prwimanos, della prima legione; prwim.siós, della prima fila; dwísnos (distributivo), sosia dwisn.siós, della seconda fila trit.siós, del terzo accerchiò, ecc.

NOTI 1. La cipolla inglese viene da O.Fr. oignon (precedentemente anche l'oingnon), da Lat. unionem (il nom. unio), romano rustico e colloquiale per qualche genere di cipolla; il collegamento di senso è gli strati successivi di una cipolla, in contrasto con aglio o chiodo di garofano.

NOTI 2. La maggior parte di queste forme sono prese dal latino, come influenza tutte le altre lingue europee da secoli, specialmente in numerali. Queste forme né sono le uniche uni, né loro sono preferiti ad altri in questo sistema Indoeuropeo e Moderno; loro sono principalmente indicazioni. Ricostruire ogni possibile numerale usabile in indoeuropeo non è lo scopo di questa Grammatica.

 


6. Pronomi

6.1. Sui pronomi

6.1.1. I pronomi sono usati come Nomi o come Aggettivi. Loro sono divisi nelle sette classi seguenti:

1. Pronomi personali: come, eg (.), io.

2. Pronomi riflessivi: come, s (w) e, lui.

3. Pronomi possessivi: come, mos, mio.

4. Pronomi dimostrativi: come, così, questo; i che.

5. Pronomi relativi: come, qis che.

6. Pronomi interrogativi: come, qis?, chi?

7. Pronomi indefiniti: come, áliqis, dell'uno.

6.1.2. I pronomi hanno una declinazione speciale.

6.2. Pronomi personali

6.2.1. I pronomi Personali della prima persona sono eg (.), io, (i), noi; della seconda persona, tu, tu oryou, ju, Lei. I pronomi personali della terza persona - lui, lei, esso loro - sta volendo in indoeuropeo, un anaphoric (o anche un dimostrativo) che è usato invece.

NOTA. IE III non aveva pronomi personali per la terza persona, come la maggior parte dei suoi primi dialetti. Per quel scopo, un dimostrativo fu usato invece; come, da ki, id, cf. Ki di Anatolian, Gmc. khi -, Lat. cis -, id, Gk. ekeinos, Lith. sis, O.C.S. si, ecc. È questo sistema che il ha usato in indoeuropeo Moderno; anche se nessuna forma unitaria fu scelta nella Tarda Torta tempi, il modello generale (almeno nei dialetti europei o Nordovest) è ovvio.

6.2.3. I Pronomi Personali (Non-riflessivo) sono declinati come segue:

PRIMA LA PERSONA

 

Eg singolare -, io-[161]

Plurale noi -, ns-[162]

NOM.

eg, eg., io

noi, wéi, noi

ACC.

io, io

n.s, nsmé, noi

GEN.

méne, méi, di me

óm di ns (er), di noi

DAT.

méghi (o), mói

nsméi

LOC.-INS.

moí

nsmí

ABL.

med

nsméd

SECONDA PERSONA

 

Tu singolare -, te-[163]

Ju plurale -, ws-[164]

NOM.

tu, tu

ju, legittima, Lei

ACC.

te, Lei

wos, usmé, Lei

GEN.

téwe, téi, di Lei

óm di legittima (er), di Lei

DAT.

tébhi, tói

usméi

LOC.-INS.

toí

usmí

ABL.

twed

usméd

NOTA. Gli altri pronomi attestati includono 1 P. Nom. óm di eg (h) (il cf. O.Ind. ahám, Av. az.m, Hom.Gk. ...., Ven. ehom); Dat. sg. méghei, tébhei, sébhei in Osco-Umbrian e slavo; - fini di es in Nom. pl., nsmés, jusmés, attestato in Att.-Ione. Gk. e Gotico. Anche, Osco-Umbrian e Vecchio indiano lo show la varia (tonico o accentuato) serie di Acc. Sg. in - m, come m.m (e) tw.m, tewe, usóm, s (w) .m. La 1 Persona la forma Dativa è trovata ricostruita come mébhi / mébhei spesso, come nei 2 P. Sg. forma.

Per i Pronomi Personali della terza persona singolare e plurale, gli iis dimostrativi usarono. Veda § 6.5 per più dettagli sul suo uso e flesso.

a. Il wé plurale (i) è usato per l'eg singolare (.) spesso; i ju plurali possono essere usati anche così per il tu singolare. Ad ambo le situazioni di solito accade in contesti formali.

b. Il nsóm di forme, jusóm, ecc., può essere usato partitivamente:

nsóm di óinosqisqe, ogni uno di noi.

ópniom di jusóm, di tutto.

c. Il méi di genitives, téi che nsóm, jusóm sono usati principalmente obiettivamente:

es mn.m.n nsóm, sia attento di noi.

6.3. Pronomi riflessivi

6.3.1. Pronomi riflessivi sono usati nell'accusativo ed i casi obliqui per riferirsi al soggetto della frase o clausola nel quale loro stanno in piedi; come, s (w) elubh.ieti, lui/lei gli amori lui / lei; séwe bh.mi, io parlo di (di) me, e così su.

a. Nelle primo e secondo persone, i casi obliqui dei pronomi personali furono usati anche comunemente come Reflexives: come, io wid.i. (per se wid.i.), io mi vedo; nos persw.d.iomos (per swe persw.d.iomos), noi ci persuadiamo, ecc.

b. Il pronome Riflessivo della terza persona fa usare solamente una forma speciale in questo senso, lo stesso per singolare e plurale. È declinato così:

swe [165]

ACC.

s (w) e, io, Lei lui / lei / esso, noi, voi stessi, loro.

GEN.

séwe, di me Lei, lui / lei / esso, noi, voi stessi, loro.

DAT.

sébhi, s (w) ói, a me Lei, lui / lei / esso, noi, ecc.

LOC.-INS.

s (w) oí, in / con me Lei, lui / lei / esso, noi, ecc.

ABL.

swed, da / da / ecc. io, Lei lui / lei / esso, noi, ecc.

 

6.4. Pronomi possessivi

6.4.1. I pronomi Possessivi e principali in indoeuropeo Moderno sono:

1 Persona

mos, mio

nsós, nostro

2 Persona

twos, thy Suo

usós, Suo

RIFLESSIVO

swos, mio, Suo, suo, nostro, Suo, loro

swos, loro

Questi sono aggettivi del primo tipo (- il ós, -., - il óm) realmente, e sono declinati così.

NOTI 1. IEswos è usato solamente come un riflessivo, riferendosi al soggetto. Per un pronome possessivo della terza persona che non si riferisce al soggetto, i genitivi di un dimostrativo devono essere usati. Così, (i) chénti di swompatérm, (lui) uccide suo [proprio] il padre; ma (i) chénti di éso di patérm, (lui) uccide suo [qualcuno (il m.) altro] il padre.

NOTI 2. Le altre forme proto-Indo-europee comuni erano méwijos / ménjos, téwijos, séwijos. Forme per le primo e secondo persone sono ricostruite come emós, tewós qualche volta.

A.     Ci sono le più vecchie forme singolari Oblique che furono assimilate al flesso tematico da dei dialetti Indoeuropei, come mói, tói, sói, ed il suo derivatives con - s, - l'os, - w -, ecc

B.     Forme con suffissi aggettivali - il teros, - l'eros, non era generale nella Tarda Torta, anche se le forme sono comuni a molte lingue europee; come, nserós / nsterós, userós / usterós, ecc.

6.4.3. Le altre forme sono la seguente:

a. Un qosós possessivo, -., - il óm cui, è formato dal genitivo singolare del pronome relativo (qi / qo) o interrogativo. Può essere interrogativo o relativo in vigore secondo la sua derivazione, ma è il primo di solito.

b. Il reciprocals l'un l'altro ed ogni othermay siano espressi con meitós di Torta (il cf. Goto. Sig.na., O.Ind. mithá -, Lat. m.tuus, Gk. ......, Bal-Sla. meitu -, ecc.) o le altre espressioni comuni, come Lat. énter álteros di eor di s (w)... il álterom Gmc. óinos... il álterom (il cf. Eng. l'un l'altro, Ger. einander), ecc.

álteros álter.áutoms déukonti[166] (o álter di óinos. déukonti di áutoms), loro guidano le macchine dell'un l'altro (uno... dell'altro);

se di énter lubh.ionti (o álterom di álteros di lubh.ionti), loro amano l'un l'altro (loro amano fra loro); e così su.  


6.5. Pronomi di Anaphoric

6.5.1. L'anafora è un esempio di un'espressione che si riferisce ad un altro, la parte debole del deissi. In generale, un anaphoric è rappresentato da una pro-forma o qualche genere di deictic. Loro non hanno uso aggettivale di solito, e sono usati solamente come lago che abbrevia sostituti del nome.

NOTA. I vecchi anaphorics sono sostituiti in dialetti Indoeuropei e moderni da demonstratives di solito.

Loro sono integrati nel sistema di pronome con genere di solito; solamente di quando in quando alcuni di questi anaphorics sono stati integrati nei Pronomi Personali sistema in lingue Indoeuropee.

6.5.2. L'indoeuropeo moderno ha un pronome di anaphoric generale basato su radice di Torta i. Può essere aggiunto anche alle vecchie forme di e, da adesso l'éi.

NOTA. Questa radice i è anche la base per IE comune jo relativo.

6.5.3. L'altro dimostrativo, così / a, funzioni come anaphoric anche, ma tende ad apparire condurre la frase, probabilmente essendo la sua origine il parente. Loro si usano anche per il secondo termine in paragoni.

NOTA. Lingue di IE moderne hanno mescolato ambo le forme per creare un solo sistema qualche volta, altri mantengono la vecchia differenziazione.

6.6. Pronomi dimostrativi

6.6.1. I Pronomi Dimostrativi così, questo, ed i che, è usato indicare o designare una persona o cosa per attenzione speciale, o con nomi, come Aggettivi o da solo, come Pronomi, e è declinato così:

quindi / a[167], questo

 

Singolare

Plurale

m.

n.

f.

m.

n.

f.

NOM.

quindi

tod

s.

tói

t.

t.i /s.i

ACC.

tom

tod

t.m

toms

t.

t.ms

GEN.

tósio

tés.s

tésom

tésom

DAT.

tósm.i

tési.i [> * - l'ei]

os di tóibh (- il mos) (i)

t.bh (i) os (- il mos)

LOC.

tósmi

tési.i

tóisu

t.su

INS.

toi

tóibhis (- mis)

t.bhis (- mis)

ABL.

tósm.d

tóios

 NOTA. Varianti diverse sono osservate nei dialetti attestati: 1) Nom. quindi è trovato anche come sos in Vecchio indiano, greco e Gotico e come se in latino (il cf. Lat. ipse). 2) Nom. s.is trovato come s. in Gotico e celtico, anche come sj. in germanico. 3) Nom. Pl. t.i è generale, s.i è restretto a dei dialetti, come il greco attico-ionico. Comunque, linguisti come Beekes o Adrados ricostruiscono la forma Nominativa in s - come la forma proto-Indo-europea ed originale. 4) forme oblique in - il bh-/-m - è ricostruito come qualche volta - il m - solamente (Beekes).

i[168], quello

Singolare

Plurale

m.

n.

f.

m.

n.

f.

NOM.

i

id

i

éi

.

.es

ACC.

in

id

.m

ims

.

.ms

GEN.

éso, éjos

és.s

ésom

esom

DAT.

ésmoi

ési.i [> * - l'ei]

os di éibh (- il mos) (i)

LOC.

ésmi

ési.i

éisu, - il si

INS.

éibhis (- mis)

ABL.

ésm.d

éios

Particelle di Deictic che appaiono con pronomi dimostrativi frequentemente includono ko, ki[169], here;en, e / ono[170], ; e / owo, via di nuovo.

6.7. Pronomi interrogativi ed indefiniti

6.7.1. Introduzione

1. Ci sono due forme del Pronome Interrogativo-indefinito in indoeuropeo Moderno, ed ogni corrisponde ad una classe diversa nel nostro sistema, qi all'Effettivo e qo ai pronomi Aggettivali.

EFFETTIVO

AGGETTIVALE

bhéreti di qis? chi porta?

qos w.ros bhéreti? che uomo porta?

qim wid.iesi? cosa / chi vede?

áutom di qom wid.iesi? quale macchina vede?

NOTI 1. Nell'origine, qi / qo possibilmente era un nome che volle dire "l'ignoto", ed il suo senso interrogativo / indefinito dipese dalle frasi individuali. Più tardi ambo divennero pronomi con genere, funzionando così come interrogatives (accentato) o come indefinites (atono).

NOTI 2. Il qi di forma probabilmente è la forma indipendente (compari il grado di ofqo di specializzazione, più lontano estese in dialetti di IE) ed originale per la quale qocould sono stati originalmente la forma di o-grado (veda Beekes, Adrados). da adesso la nostra scelta di chiaramente dividere un Effettivo-qifrom un Aggettivale-qo in questo sistema Indoeuropeo e Moderno. Dei dialetti Indoeuropei hanno scelto solamente l'o-gambo, come germanico, mentre alcuni altri li hanno mescolati insieme in un solo paradigma, come Indo-iraniano, Balto-slavo o Corsivo. Compari Gmc. khwo - (il cf. Goto. hwas, O.N. hverr, O.S. hwe, O.E. hw., Dan. hvo, O.Fris. hwa, O.H.G. hwër), Lat. qui, quae, quod; quis, cicca, Osc. pisi, Umb. púí, svepis, Gk. tis, Sktr. ka., Av. ko, O.Pers. .iy, Pers. ki, Phryg. kos, Toch. kus/k.se, Braccio. ov, in.', Lith. kas, Ltv. kas, O.C.S. kuto, Rus. kto, Pol. kto, O.Ir. ce, cid, pwy gallese, Camice sacerdotale. kush, Kam. kâ.a; in Anatolian, compari Hitt. kui., Luw. kui -, Lyd. qi -, Lyc. tike, ed il kuo di Carian.

2. Il qi di Pronome Interrogativo ed Effettivo -?chi?, cosa?, è declinato nel Singolare come segue:

 

Singolare

Plurale

 

m.

f.

n.

m.

f.

n.

NOM.

qis

  

     qid

qéi (es)

 

q.

ACC.

qim

qims

GEN.

qés (i) o, qéios

qéisom

DAT.

qésmei,

os di qéibh (- il mos) (i)

LOC.

qésmi

qéisu, - il si

INS.

q (esm) í

qéibhis (- mis)

ABL.

qósm.d

os di qéibh (- il mos) (i)

3. Il Pronome Interrogativo ed Aggettivale, qo -?, chi (di loro)? che genere di? cosa? quale? è declinato in tutto come il Parente:

 

Singolare

Plurale

 

m.

f.

n.

m.

f.

n.

NOM.

qos

q.

 

qod

qoi

q.s

 

q.

ACC.

qom

q.m

qoms

q.ms

GEN.

qóso, qósio

qósom

DAT.

qósm.i

os di qóibh (- il mos) (i)

LOC.

qósmi

qóisu, - il si

INS.

q (osm) í

qóibhis (- mis)

ABL.

qósm.d

os di qóibh (- il mos) (i)

 Qóteros?, chi di due? è dedotto dal qo di gambo col suffisso - il tero.

4. I Pronomi Indefiniti qi / qo qualsiasi uno, alcuno è declinato come l'Interrogatives corrispondente.

EFFETTIVO

qis qualsiasi uno; qid, qualsiasi cosa

AGGETTIVALE

qos, q., qod qualsiasi

5. La forma Avverbiale del pronome Indefinito-interrogativo è qu.

6.7.2. Combina

1. Il qi di pronomi e qo appaiono nelle varie combinazioni.

a. Le forme possono essere ripetute, come in qisqis effettivo, qidqid, o qosqos aggettivale, q.q., qodqod; con un significato solito qualunque cosa, chiunque, chiunque, ecc.

b. In delle forme la congiunzione copulativa - qe è aggiunto formare pronomi nuovi (ambo come substantives e come aggettivi), di solito l'universals; come, qisqe, ogni uno: qoterqe, ognuno di due o ambo.Qisqe è declinato come il qi interrogativo: effettivo, qisqe, qidqe, aggettivo, qosqe, q.qe, qodqe

c. Le altre forme sono quelle con prefissi. ritenne più moderno., come aliqis (effettivo), dell'uno, aliqod (aggettivale), alcuni.

d. Forme con l'oino di numerali -, sem -, uno, è anche frequentemente pronomi; come in óinos, óin., óinom, e s.ms (il gen. semós), alcuni, qualcuno, qualcuno.

óinosqisqe, ogni uno

c. I negativo sono composti con particelle di negazione di solito, come ne o m modale. Come in néqis, néqos, m.qis n (.) óin (os) (il cf. Eng. nessuno, Ger. nein, forse Lat. n.n), los di nóin (o) (Lat. nullus).

Nel óinosqísqe composto, ogni uno, ogni sole entrambi le le parti sono declinate (óinosoqéisoqe genitivo), e loro possono essere separati dalle altre parole:

óin di en di ne. qósqe di qísqis, non anche in un singolo.

h. Il parente ed interrogativo abbia un qósos aggettivale (-., - l'om) e possessivo cui.

i. Le altre forme latine sono q.mtos, come grande, e q.lis, di che genere ambo gli aggettivi derivativi dall'interrogativo. Loro sono interrogativi o relativi, mentre corrispondendo rispettivamente al demonstratives t.mtos, t.lis da a. Indefinito combina è q.mtoskomqe e q.liskomqe.

j. È trovato anche come in composto con jo relativo, come in qis di jos, qid di jod, chiunque, qualsiasi cosa.

h. Un mo interrogativo - è attestato anche in Anatolian e Tocharian.

6.7.3. Correlatives

1. Molti Pronomi, Aggettivi Pronominali ed Avverbi hanno forme dimostrative, relative, interrogative, ed indefinite e corrispondenti in più lingue Indoeuropee. Tali forme parallele state chiamate Correlatives. Alcuni di quell'usabile in indoeuropeo Moderno è mostrato nella tavola seguente:

Dimostrativo

Relativo

Interrogativo

Parente indefinito

Indefinito

i

qis

qis?

qísqis

aliqís

quello

chi? cosa?

chi? cosa?

chiunque, qualunque cosa

dell'uno, qualche cosa

t.mtos

q.mtos

q.mtos?

q.mtoskomqe

aliq.mtos

così grande

come (come) grande

come grande?

comunque grande

alcuni / altro

T.lis / swo

q.lis

q.lis?

q.liskomqe

-

così, così, così

come

di che genere?

di genere purchessia

-

tom / tóeno

qom / qíeno

Q.md. / il qíeno?

Q.md.komqe / éneno

aliq.md.

poi ('questo là')

quando

quando?

ogni qualvolta

ad alcuni / l'altro tempo

tótr. (d)

qítro

qítro?

qítrqíter

aliqíter

dove

dove?

whithersoever

(a) in qualche luogo

.

q.

q.?

q.q.

aliq.

così

quale modo

quale modo?

whithersoever

(a) dovunque

tóendes

qíendes

qíendes?

qíendekomqe

aliqíende

per questo motivo

donde

donde?

whencesoever

da in qualche luogo

qídheii / tóko

qódhei / qísko

qódhei / qísko?

qódheiqisqe

aliqídhei / aliqódhei

là ('questo qui')

dove

dove?

dovunque

altro luogo / in qualche luogo

addizioni

qot

qot?

qótqot

aliqót

quindi molti

come

quanti?

comunque molti

altro, alcuni, molto

tótients

qótients

qótients?

qótientskomqe

aliqótients

così spesso

come

come spesso?

comunque spesso

a molte volte

quindi

qos

qos

qósqos

aliqós

questo

chi? quale?

chi? quale?

chiunque, chiunque

alcuni (di loro)

gli ib latino (c)., (c) ub. è ricostruito come una Torta concepibile frequentemente * il qibhi, * il qobhi, ma non è difficile trovare un'origine comune in qi-dhei di Torta, qo-dhei per forme simili attestarono in dialetti di IE diversi; cf. Lat. ub., Osc. puf, O.Ind. kuha, O.Sla.kude, ecc.

NOTA. C'è anche le altre serie non presentarono qui, come 'tutto' (il cf. Lat. omnes, passim, ecc.), 'ogni uno' (il cf. Lat. quisque, ecc.), 'nessuno' (il cf. Lat. nullus, ecc.), identità del 'certo' dattilografi (il cf. Lat. quidam, ecc.), insieme al 'l'esistenza' dattilografi (il cf. Lat. aliquis, quispiam, ecc.), e noi avremmo potuto separare fra 'chiunque' (il cf. Lat. quilibet, quivis, Ger. jeder), e 'chiunque' (il cf. Lat. quicumque, Ger. immer di auch di wer), ecc. Da Hittite, latino e Sanscrito più sinistra di correspondances dovrebbe essere ottenuta senza troppo molti problemi.


 

6.8. Pronomi relativi

6.8.1. Ci sono due gambi pronominali generali usati come pronomi relativi, uno riferì all'anaphorics ed uno all'interrogativo-indefinites.

6.8.2. Jo di Pronome relativo, l'o-gambo derivativo dai. È flesso piaccia così / ad e qo.

 

Singolare

Plurale

 

m.

n.

f.

m.

n.

f.

NOM.

jos

jod

j.

jói

j.

s.i

ACC.

jom

jod

j.m

joms

j.

j.ms

GEN.

jósio

jés.s

jésom

esom

DAT.

jósm.i

jési.i [> * - l'ei]

os di jéibh (- il mos) (i)

LOC.

jósmi

jési.i

jéisu, - il si

INS.

jeí

jéibhis (- mis)

ABL.

jésm.d

jéios

6.8.3. qo / qi che, quale, ha la sua origine nei pronomi interrogativi, e è declinato similmente.

NOTA. Jo di pronome relativo -, forse da un più vecchio * il h1jo -, è trovato in Gk. hós, Skr. -, Av. ya -, Phryg. ios, Cel. io. Dialetti corsivi e germanici usano qo - come relativo, in composto con - il qe in germanico. In Balto-slavo, questi pronomi sono suffissati in degli aggettivi per creare indefinites. È trovato anche come indefinito in composto con qi / qo, come in qis di jós, qid di jód, chiunque, qualsiasi cosa, come Gk. hóstishótti, Skr. cit di yás, cit di yác.

6.9. Pronomi di identità

6.9.1. Con pronome di Identità noi stiamo riferendoci agli inglesi stesso che è formato differentemente in più dialetti Indoeuropei. Le possibilità diverse sono:

1. Quelli che vengono da un Pronome che è solamente valido per la terza persona formati fondamentalmente dal pronome di anaphoric allungato con un'altra particella:

a. Autós greco, come Gk. ....., da áu di avverbio, di recente e l'anaphoric a.

b. Ídem di identità latino formato da id e finendo - l'em.

2. Quelli formarono da un Nome, col senso uguagli, stesso, capace cambiare pronomi dimostrativi o personali, ed avendo anche un uso pronominale ed autonomo, con una declinazione di pronome:

La forma Indoeuropea e comune è dedotta da somós aggettivale, stesso, simile.

NOTA. Somós aggettivali e comuni, lo stesso, e diverso derivatives da sem di radice di Torta danno Gmc. samaz (il cf. O.S., O.H.G., Goto. sama, O.N. s.mr, O.E. stesso, O.H.G. samant, Ger. samt, Du. zamelen), Lat.similis, Gk (smilís di IE). ...., ...., ......, Skr. sama., Av. hama, O.C.S., O.Russ. ...., Pol. sam, s.m., O.Ir. som, s.im (da IE s.mi).

6.10. Pronomi di Oppositive

6.10.1. Ci sono due forme per esprimere l'opposizione di due deictic o pronomi di anaphoric.

6.10.2. Il primo tipo di opposizione è fatto con la stessa parola, volendo dire quello che è diverso. Questo è lo stesso come gli inglesi uno... l'eithersentences.

6.10.3. L'indoeuropeo moderno ha anche le condizioni esso oppositives, separatamente dalle frasi correlative:

a. Dedotto dal suffisso di oppositive - il tero:

s.teros, diverso da che Gmc. suntar, Ger. sonder, Gk .... (il cf. Gk. ......, "altro, diverso, disuguale"), Lat. seno, "senza", O.Ind. sanutar, O.Sla. svene, O.Ir. sain 'l'uari.'

qóteros, o (di due) e qúteros (come Lat. uter), formò con qu di avverbio (da qi / qo interrogativo-indefinito). Il più tardi appare anche in comune prestito Indoeuropeo da Lat. neutro, il neqúteros di MIE, né uno né l'altro."

NOTA. La forma interrogativa e più grande probabilmente è qóteros?, chi di due?, attestato in dialetti di IE diversi.

álteros, l'altro, già visto.

NOTA. Un'altra forma è quella dell'en di deictic - / l'eno- e - il teros, come in enteros, anche anteros (influenzato da alteros), trovato in dialetti germanici e Balto-slavi.

b. L'al di Gambo -, ali - è molto comune in indoeuropeo Moderno, il - ibeing una caratteristica che allunga dei pronomi e non un aggettivale. Delle forme solite sono álios, álidhei (di solito ricostruì come * il álibhi), áliqis, ecc.